
INDICE
Prefazione di M.O.V.M. On. Gianfranco Paglia
Introduzione
Prologo
I. La C.R.I. in guerra - dal 10 giugno 1940 all’8 settembre 1943
II. L’attività della C.R.I. del Regno del Sud
in territorio nazionale ed estero
III. Umberto Zanotti
Presidente della C.R.I. del Regno del Sud dal 3 agosto 1944
IV. L’organizzazione e le uniformi del Corpo Militare C.R.I.
nel Regno del Sud
V. L’organizzazione e le attività del Corpo delle
Infermiere Volontarie C.R.I. nel Regno del Sud
VI. L’attività della C.R.I. della R.S.I.
in territorio nazionale ed estero
VII. Coriolano Pagnozzi - Commissario Nazionale della C.R.I.
della R.S.I. dal 1944 al 1945
VIII. L’organizzazione e le uniformi del Corpo Militare C.R.I.
della R.S.I.
IX. L’organizzazione e le attività del Corpo delle
Infermiere Volontarie C.R.I. della R.S.I.
X. La Croce Rossa Italiana dopo la fine della guerra - La rinascita
Appendici
1. I Caduti della C.R.I. dopo l’8 settembre 1943
2. La Croce Rossa Italiana nel cinema di guerra
3. Relazione sulla attività della C.R.I. - A.I.E. nell’anno 1944
4. Fiamme e Croci Rosse di Alessandro Mella
Bibliografia
Ringraziamenti
Note |
Marcello G. Novello - Davide Zamboni
Sotto un'unica bandiera
La Croce Rossa Italiana nella seconda guerra mondiale
224 pagine, interamente illustrato a colori, 16,5x24, brossura, € 25,00
La storia non è un film. Non lo è mai. Non ci sono eroi belli, con il vento tra i capelli, che muoiono pian piano, dolcemente, affidando - in un sussurro ad un commilitone - messaggi per la fidanzata. Non tutti i buoni stanno da una parte e non tutti i cattivi dall’altra. No, non è così.
La guerra, nonostante sia accuratamente codificata, è la negazione della civiltà per come la conosciamo. E’ un momento di aberrazione nel quale il fango si mischia al sangue, la paura si mischia al coraggio, la morte si mischia alla gioventù. E’ un momento nel quale una parola, una carezza, la speranza di un soccorso hanno un’importanza enorme. In tempo di guerra questa speranza, per i nostri civili e militari, aveva spesso un solo nome: Croce Rossa Italiana.
Proprio per questo, l’idea iniziale di scrivere un articolo che parlasse della Croce Rossa in guerra, perché gli eventuali lettori ritrovassero la memoria di queste pagine dolorose, si è via via ampliata fino a portarci a raccogliere molte notizie, immagini, a farci conoscere il prezioso lavoro di attenti studiosi, a spingerci a consultare - con nuova consapevolezza - archivi pubblici e privati, spesso avvalendoci della cortese collaborazione di amici di vecchia data e di nuovi altri, scoperti e apprezzati in questi mesi.
Si è, quindi, voluto esaminare il cammino compiuto dalla Croce Rossa Italiana dalla Guerra d’Etiopia sino alla fine del secondo conflitto mondiale.
Con commozione si sono apprese le vicende delle Crocerossine, esposte - sempre con ammirevole dedizione - alle fatiche ed alle tragedie della guerra, come degne emule e continuatrici dell’opera delle ragazze di Castiglione così come di Florence Nightingale. Con grande partecipazione abbiamo conosciuto l’eroismo di uomini del Corpo Militare C.R.I. che hanno portato soccorso al fronte, così come nelle città bombardate, facendo talvolta olocausto della propria vita.
E’ stato, infine, inevitabile il raffronto tra le attività delle strutture della C.R.I. operanti nel Regno del Sud e quelle che servirono sotto le insegne della Repubblica Sociale Italiana. Ben presto abbiamo avuto la conferma, in base ai testi ed ai documenti consultati, che l’opera di soccorso svolta dagli uomini della Croce Rossa Italiana, sebbene divisi geograficamente, fu sempre - sia da una parte del fronte che dall’altra - la più operosa, neutrale e umanitaria verso tutte quelle persone bisognose di aiuto, civili e militari, che in quegli anni tragici il nostro Paese contava a milioni.
Non possiamo, infatti, dimenticare che questo servizio si svolse - non sempre per obbedienza politica, ma per mera dislocazione territoriale - nel Regno del Sud e nella Repubblica Sociale Italiana, all’ombra della bandiera sabauda o di quella con l’aquila e, per gli appartenenti al Corpo Militare, con le mostrine ornate dalla stelletta o dal gladio e dall’alloro. Ma nulla cambiò nel modo di servire il malato, il ferito, nel modo di portare soccorso e aiuto. Il comportamento fu obbediente ai principi etici e morali dell’Ente e alle Convenzioni Internazionali, ma l’appartenenza territoriale finì per determinare, per molti, l’epurazione, la discriminazione, talvolta la morte.
Molto materiale, purtroppo, è andato disperso e molto altro giace, ben difficilmente consultabile, presso gli archivi di molte città. Proprio per questo è degna di gran lode l’iniziativa - che negli ultimi anni viene portata avanti presso i Comitati Provinciali della Croce Rossa Italiana - di costituire le Sezioni Storiche, cui viene demandata, affidandola a Cultori della Materia appositamente formati da validissimi docenti, la ricerca e la custodia del patrimonio documentale ed archivistico di ogni città dove essi hanno sede.
In conclusione, non si ha, naturalmente, la pretesa di avere esaurito l’argomento. Vi è la certezza che molti punti potrebbero essere approfonditi e alcuni dati, potrebbero, nonostante la quantità di fonti consultate, non essere del tutto precisi poiché desunti da pubblicazioni dell’epoca le quali potrebbero essere state influenzate dalla propaganda così come dalla necessità, tipica del tempo di guerra, di rilasciare versioni ufficiali e di parte.
Gli autori hanno inteso, comunque, fornire al gentile lettore un ulteriore elemento di conoscenza su un periodo storico che ha ancora tanto da rivelare, non celando il proprio desiderio di onorare la Memoria di quegli Uomini e Donne, tutti, che servirono la Croce Rossa Italiana - nei ruoli effettivi e ausiliari - attraverso la dedizione più assoluta nei confronti di chi pativa le sofferenze della guerra.
Gli Autori
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