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CATALOGO LIBRI DI STORIA MILITARE

VENDITA PER CORRISPONDENZA

TRA LE DUE GUERRE

Aggiornato al 08 febbraio 2020

TITOLO E DESCRIZIONE
PREZZO €
G. Adami - C. Del Torre, Attilio Adami dei sette giurati di Ronchi, Brossura 14,5 x 21 cm., pagg. 94, ill., Eclettica 2019. La ricorrenza dei 100 anni della ricorrenza dell’impresa di Fiume ci hanno permesso di recuperare una parte significativa della storia familiare, quella del Granatiere di Sardegna Attilio Adami. Abbiamo ritenuto opportuno dare nuova forma e nuovo lustro al libercolo che agli inizi degli anni ’70 un altro Granatiere, Mario Botter, scrisse d’un fiato appena notiziato della scomparsa dell’amico. L’attuale lavoro è stato impreziosito da foto dell’ album privato di Attilio Adami, da manoscritti dono del Vate ed anche da articoli sull’epopea fiumana estratti da riviste e giornali dell’epoca gelosamente conservati dal Legionario. Attorno al lavoro si è stretta una apprezzata forma di collaborazione che ha visto partecipi l’Associazione Granatieri di Sardegna sez Udine e l’ANVGD di Gorizia, mentre il Consorzio Culturale del Monfalconese, l’Ecomuseo Territori, il Comune di Ronchi dei Legionari e l’ IRSREC vanno ringraziati per aver utilizzato numerosi dei succitati cimeli in una mostra intitolata “Un Fiume di Storie”tenutasi a Villa Vicentini Miniussi a Ronchi dei Legionari contestualmente all’uscita del libro. Il pensiero va ai vent’anni ed al modo in cui sono stati vissuti dai Giurati, dove Fiume si presentava come il necessario capitolo successivo a quello scritto col sangue sul Piave, dove la scelta di voltare le spalle allo Stato italiano in virtù di un ideale di Patria più elevato li ha consegnati definitivamente alla storia. Riccardo Frassetto, Vittorio Rusconi, Claudio Grandjacquet, Rodolfo Cianchetti, Lamberto Ciatti, Enrico Brichetti e Attilio Adami. 
12,00
G. Faggioni, I piani italiani e tedeschi per l' invasione della Confederazione Elvetica, Brossura 17 x 24 cm., pagg. 391, ill., Effepì 2019. Dai primi studi teorici del 1927 alla Esigenza-S e al Piano Tannenbaum con ampia documentazione sulle informative del SIM e della Legazione di Berna. Il presente studio è stato concepito inmodo da fornire una visione d'insieme di questa complessa vicenda, considerando solo i documenti conservati negli archivi svizzeri e tedeschi ma anche in quelli italiani e britannici, dove esistono fondi mai presi in considerazione fino ad oggi. Corredano l'opera alcune rare fotografie e le carte relative ai piani offensivi italiani e tedeschi e quelli difensivi del Generale Guisan.
35,00
A. De Ambris, La questione di Fiume. Le forze e le forme della Città di Vita, Brossura 11,5 x 17,5 cm., pagg. 127, Idrovolante 2019. Il punto di svolta della vicenda fiumana si ebbe il 10 gennaio 1920, quando Gabriele d’Annunzio accolse le dimissioni di Giovanni Giuriati da Capo del Gabinetto di Comando, nominando in sua vece Alceste De Ambris. Giuriati era disponibile ad accogliere il compromesso suggerito dal governo italiano. De Ambris, viceversa, rappresentava l’anima rivoluzionaria (e oltranzista) del fiumanesimo. Con la nomina di Alceste De Ambris iniziò il periodo eroico di Fiume che, da quel momento, divenne meta di un’imponente migrazione di militari e civili. Ma anche di idee visionarie e di politiche anticipatrici del corso della storia. A cura di Gennaro Malgieri.
12,00
E. Montermini, Perfida Albione! Come l'Inghilterra ci derubò della sovranità nazionale (1934 - 1940), Brossura 15 x 21 cm., pagg. 292, Edizioni Si 2019. Tra il novembre 1934 e il dicembre 1935 l'élite inglese maturò la cinica decisione di distruggere la nascente potenza italiana con una guerra preventiva. Tra Roma e Londra divampò così uno scontro senza esclusione di colpi per l'egemonia nel Mediterraneo, che sfociò infine in un conflitto armato nell'ambito della Seconda guerra mondiale. Il fattore chiave per comprendere questi avvenimenti è la posizione geostrategica della penisola italiana, la "quasi isola" che come tale è una minaccia diretta all'egemonia britannica sui mari. La classe dirigente inglese aveva sempre considerato il Regno d'Italia come un'entità da utilizzarsi nell'ambito della politica dell'equilibrio tra le grandi potenze europee, e utile nell'ambito del contenimento della Russia. Per Londra era intollerabile che l'Italia assurgesse al rango di potenza mondiale: bisognava costringerla alla capitolazione, dopo aver distrutto la sua potenza navale, sfruttando le numerose connivenze garantite dai legami massonici, dall'ambiguità della Monarchia Sabauda e del Vaticano e dell'opposizione interna al regime fascista.
18,00
A.N. Strummiello, Ernst von Salomon. L'ultimo proscritto, Brossura 13,5 x 21,5 pagg. 214, Ritter edizioni 2013. Attraverso questa densa e interessante biografia ci si può immergere nell'epopea e nell'atmosfera che aveva nutrito la stagione guerriera dei "Freikorps" e successivamente dato vita a quella che verrà definita come la componente nazional-rivoluzionaria della Rivoluzione Conservatrice. Quindi una appassionante e affascinante storia nazional-rivoluzionaria, quella di Ernst von Salomon, che ebbe inizio tra le macerie della Germania sconfitta e umiliata, per proseguire poi tra il fuoco e il sangue della guerra civile, la sua partecipazione a velleitari complotti cospiratori ed a vere rivolte popolari, i rapporti che intrattenne con Ernst Junger e con Ernst Niekish, altre figure simbolo di quell'opposizione nazional-rivoluzionaria al Sistema di Weimar, che entrò ben presto in rotta di collisione con il più organizzato e strutturato movimento nazionalsocialista.
18,00
E. von Salomon, Freikorps. Lo spirito dei Corpi Franchi, Brossura 13,5 x 21,5 cm. pag. 120, Ritter Edizioni 2010. In questo interessante saggio di Ernst von Salomon ritornano tutte le avvincenti vicende dei Freikorps, gli indiscussi protagonisti dell’epopea eroica della feroce guerra civile che insanguinò la debole Repubblica di Weimar. Riemergono le gesta leggendarie e lo spirito delle loro più spregiudicate unità, come il Freikorp Oberland, la Brigata Ehrhardt e la Schwarze Reichswehr di Albert Leo Schlageter.Reduci dalle trincee della prima guerra mondiale, umiliati nell’orgoglio dal trattato di resa di Versailles e rabbiosi nei confronti della democrazia affaristica di Weimar, i combattenti si ritrovarono a fare fronte comune con gli studenti e i lavoratori, ardentemente desiderosi di poter continuare una guerra, della quale non si sentivano gli sconfitti. Continuarla sia nel fronte interno contro le insurrezioni bolscevico-spartachiste, come anche sul fronte esterno a difesa dei territori tedeschi situati ai confini orientali dell’Alta Slesia, in Curlandia e in Lettonia che essendo rimasti totalmente sguarniti all’indomani della fine del conflitto erano diventati facile preda delle mire annessionistiche dei paesi confinanti. Per poi continuare a battersi nel territorio della Ruhr, nel 1923, contro le truppe di occupazione francesi che provocatoriamente erano state inviate per ritorsione contro il mancato pagamento degli onerosi debiti di guerra e ancora instancabilmente cospirare contro il governo di Weimar. I lanzichenecchi dei Freikorps si lanciarono entusiasticamente in una loro guerra di liberazione nazionale e sociale che contestualmente faceva emergere una nuova e formidabile identità collettiva, di gruppo, cementata dalla radicale espressione militante di un nazionalismo rivoluzionario visto come una militarizzazione delle istanze politiche e ispirato alle idee del “socialismo prussiano”.Soprattutto trovarono una identità forte, virile e cameratesca vissuta come forma e percorso necessari per ritrovare la stima di sé, l’orgoglio e l’onore che erano stati traditi dai politicanti e dai borghesi.
16,00