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CATALOGO LIBRI DI STORIA MILITARE

VENDITA PER CORRISPONDENZA

POLITICA, GEOPOLITICA, ECONOMIA, ATTUALITA'

Aggiornato al 4 marzo 2020

TITOLO E DESCRIZIONE
PREZZO €
F.A. Marconi, Confini. Storia di frontiere, muri e limiti da Roma a Schengen, Brossura 15 x 21 cm., pagg. 276, ill., Passaggio al Bosco 2019. Quale ruolo hanno giocato i confini nella storia dell'umanità? Quale funzione possono svolgere al tempo della globalizzazione planetaria e dell'immigrazione di massa? L'autore compie uno straordinario viaggio nel tempo: dall'edificazione dei primi templi alla fondazione dell'Urbe; dalla muraglia cinese ai castelli medievali; dal Limes romano ai grandi Imperi; dal "mito della frontiera" alle moderne dogane commerciali; dalla Guerra Fredda all'Unione Europea. Il confine identifica una Comunità di appartenenza e un'identità di riferimento: ogni Civiltà - infatti - ha tracciato dei limiti entro i quali svilupparsi e riconoscersi. Oggi al centro del dibattito politico, il confine rappresenta un ostacolo naturale al dilagare del "villaggio globale" fondato sull'egemonia del mercato, sulla circolazione delle merci e sul dominio del profitto: il grande "spazio liscio" immaginato dal mondialismo - all'ombra dell'ideologia "no borders" - impone lo smantellamento delle Nazioni, l'ibridazione delle culture, lo sfaldamento delle Tradizioni, l'annichilimento delle specificità e la sostituzione dei popoli. Questo saggio afferma una nuova narrazione: identitaria, radicata e controcorrente. 
15,00
L. Savin, La nuova arte della guerra, Brossura 15 x 21 cm., pagg. 178, Idrovolante 2019. La nuova arte della guerra è il primo saggio pubblicato in Italia dell’analista ed esperto di geopolitica russo Leonid Savin. Copre una vasta gamma di conflitti: dalle operazioni militari e di lobbismo politico, ingegneria sociale e geoeconomia alla propaganda attraverso i media, rivolte civili e atti di terrorismo. Tutti inseriti all’interno del più generale concetto di Guerra attraverso l’insegnamento (Coaching War). Nel saggio vengono esaminati diversi casi recenti di guerre ibride o asimmetriche, a partire dal colpo di Stato in Ucraina nel 2011, che ha visto l’uso della tecnologia a sciame per fomentare le rivolte di strada e il finanziamento dall’estero di organizzazioni non governative. Altri esempi trattati sono la manipolazione di gruppi etnici e le strutture di opposizione durante l’inasprirsi del conflitto armato in Siria o l’applicazione delle tecnologie di genere come strumenti di influenza socio-politica nel Caucaso. 
18,00
M. Rarchi, Anatomia del populismo. Antologia dalla rivista "Trasgressioni", Brossura 17 x 24 cm., pagg. 361, Diana Edizioni 2019. Da qualche tempo il populismo ha invaso la scena politica e mediatica mondiale. Non passa giorno senza che lo si chiami in causa per addebitargli qualche colpa o pronosticarne nuovi successi. E non si contano più gli uomini politici e i partiti a cui l'aggettivo "populista" viene attribuito. Ma quasi sempre l'uso che si fa di questa parola è distorto da intenzioni malevole, disinformato, strumentale, approssimativo. Per restituire al concetto di populismo un significato chiaro e corretto, occorre analizzarlo sotto la lente di una analisi scientifica sgombra da preconcetti, praticarne una vera e propria anatomia per indagarne le effettive caratteristiche. È quello che hanno fatto gli autori dei saggi riuniti in questo volume, alcuni dei maggiori studiosi dell'argomento in campo internazionale, i cui contributi consentono di uscire dallo sterile campo della polemica e di comprendere che cosa realmente sia il populismo, quali ne siano le cause, le manifestazioni, il rapporto con la democrazia. 
19,00
A. Dugin, La quarta teoria politica, Brossura 15 x 21 cm., pagg. 398, Aspis 2019. Il saggio è quasi certamente la principale opera teorica del filosofo e sociologo russo, esponente di spicco del neo-eurasiatismo. Dugin postula la sua "quarta teoria" distinguendola dalle tre principali ideologie della modernità - il liberalismo, il comunismo e il fascismo - sostenendo la necessità di un loro superamento per opporsi al neo-liberalismo egemone nella post-modernità. Invita a riscoprire valori come la giustizia sociale, la comunità di popolo, la libertà della persona nell'ottica di un nuovo progetto culturale. Il filosofo propone così la riscoperta di un nuovo soggetto politico, il concetto heideggeriano di Dasein (Esserci). Il risultato è un'opera fondamentale per chi sia interessato a forgiare nuovi strumenti teorici di lotta e resistenza. Seconda edizione ampliata.
28,00
R. Tennenini, Oltre il capitalismo. Verso l'alternativa della green economy, Brossura 13,5 x 21,5 cm., pagg. 118, alcune ill. b/n, Ritter Edizioni 2018. Stiamo vivendo all'interno di un sistema che ha alla base del suo sistema di valori il profitto sulle persone e sul pianeta. Il capitalismo deriva dalla stessa logica secondo la quale è giustovendere le persone come schiavi attraverso l'Atlantico; una logica che ci ha portato fabbriche e conflitti minerari, suicidi di contadini e perdite di petrolio. L'ineguaglianza continua a crescere, portando al collasso sociale e a vaste ondate di immigrazione. Se l'immaginazione e il potenziale umano sono illimitati, perché dobbiamo credere che questo sia l'unico modello economico possibile e che non vi siano alternative? Dalla nascita alla transizione fino a un mondo post-capitalistico, siamo qui per collegare i punti fra le varie lotte locali. Lo status quo è il risultato delle storie che ci hanno raccontato per decenni. Per sfidarlo dobbiamo raccontare storie sulle alternative e diffondere quelle raccontate da altri, per cambiare il corso della storia, cambiarele culture, cambiare le regole.
16,00
C.A. Pedretti, L'idealismo pratico di Richard N. Coudenhove-Kalergi. I fondamenti ideologici del suo piano, Brossura 15 x 21 cm., pagg. 311, Ritter Edizioni 2018. Molti sentono parlare del Piano Kalergi e lo riferiscono confusamente all'ambito dell'immigrazione, ma fanno fatica a focalizzare le notizie. Questo testo si propone di colmare la lacuna - non semplicemente sul versante dei fatti, ma soprattutto su quello dell'origine culturale di un "progetto" per molti versi fantapolitico, che ricorda molto da vicino certi episodi di 007. L'ideatore di un rimescolamento razziale in Europa e nel mondo, così da ottenere una massa di meticci dominabili con facilità, è un gentiluomo di vecchio stampo, il conte Richard Coudenhove-Kalergi (1894 - 1972), suddito austriaco, poi cittadino cecoslovacco, in seguito naturalizzato francese, esule negli U.S.A. durante la Seconda Guerra Mondiale e deciso assertore degli Stati Uniti d'Europa fino agli anni Venti del secolo scorso. Kalergi aveva le carte in regola per essere legato non ad una nazionalità specifica, ma ad un intero continente, l'Europa, e, in considerazione della madre giapponese, all'Eurasia. Non si devono inoltre scordare i suoi buoni rapporti con l'alta finanza ebraica, quella che, durante la Grande Guerra, aveva stretto un patto di contro-assicurazione per il tramite della famiglia Warburg, la stessa che finanziava i rivoluzionari russi per far crollare un sistema e sostituirlo con un altro. A lui dobbiamo principalmente l'attuale Europa.
22,00
P. Malu, Storia dell'estrema destra inglese. Da "Joe" Chamberlain a Nigel Farage, Brossura 15 x 21 cm., pagg. 249, Idrovolante 2017. Il fascismo britannico fu sostanzialmente un credo nazionale e quindi assunse, per sua stessa natura, forme distinte nei diversi Paesi. In origine rappresentò una violenta reazione contro condizioni intollerabili di esistenza verso torti rimediabilissimi che la vecchia classe dirigente non era riuscita a risolvere. Fu un movimento che si proponeva di assicurare la rinascita nazionale di popoli che si sentivano minacciati di declino, decadenza e morte, ed erano, invece, decisi a vivere e a vivere intensamente.
20,00
R. Tennenini, Europa nostra. La rivolta dei popoli europei contro il mondialismo, Brossura 13,5 x 21 cm., pagg. 101, Ritter Edizioni 2017. Romanzo distopico e fantapolitico, è ambientato in un futuro non troppo lontano, in un'Europa che, a seguito di una catastrofe generata dall'uso smodato di combustibili fossili, che ha generato una serie di eventi naturali a catena riducendo drasticamente la popolazione, è ritornata ad uno stile di vita pre-industriale. Solo Cartagine si è salvata dalla catastrofe, ma è una società capitalista in cui gli uomini vivono alienati a causa della tecnologia e credono in una sola cosa: il mito del progresso. Divenuta la nuova capitale europea governa in modo oligarchico e tirannico sulle diverse tribù formatesi.. Unica consolazione per gli abitanti: l'estrazione annuale di due coloni dell'Isola, l'oasi felice dove i sogni diventano realtà. Proprio da qui si accenderà il fuoco della grande rivoluzione degli europei contro il mondialismo.
14,00
D. Bellucci, Usurocrazia, Brossura 15 x 21 cm., pagg. 236, Ritter Edizioni 2017. Dall'invenzione dei titoli sostitutivi dell'oro e dell'argento alla legislazione mosaica passando per i banchi di pegno dell'Età di Mezzo, fino alla nascita del moderno capitalismo bancario e finanziario, si delinea e articola nel corso dei secoli la prassi di sfruttamento usurocratico. Attraverso le diverse epoche l'Oligarchia del danaro ha edificato il suo impero invisibile, cosmopolita e multinazionale. Un potere segreto - nelle mani di poche, note, ricchissime famiglie - ha saputo modellare nei secoli un moderno sistema di sviluppo capitalistico. Un sistema di sfruttamento che ha progressivamente usurpato delle proprie prerogative e funzioni il potere politico dei governi: la politica al servizio dell'economia, dell'Alta Finanza internazionale.
20,00
R. Pecchioli, Manualetto di antieconomia. Per cavalcare la tigre,Brossura 13,5 x 21,5 cm., pagg. 80, ill. b/n, Ritter Edizioni 2017. Almeno due categorie metapolitiche sono chiare a chiunque affondi le proprie radici morali, prima ancora che culturali e politiche, nel mondo della Tradizione: una è la precisa convinzione di trovarsi nel pieno di un'epoca oscura, l'altra, collegata alla prima è l'avversione totale, definitiva, irrevocabile al dominio del mercante.
8,00
M. Rallo, L'Ukraina e il suo fascismo. L'Organizzazione dei Nazionalisti Ukraini dalle origini alla guerra fredda, Brossura 15 x 21 cm., pagg. 150, + 32 pagine di illustrazioni fuori testo, Settimo Sigillo 2016. Il libro ripercorre la storia dell'Ukraina moderna, in parallelo a quella della più attiva ed interessante tra le sue forze politiche, l'Organizzazione dei Nazionalisti Ukraini, formazione che per molti versi si è ispirata al fascismo italiano. Il lavoro fornisce anche una interessante chiave di lettura per le vicende odierne di quel Paese, sempre in bilico, storicamente, fra est e ovest, fra Russia e Germania. 
20,00
A. Monti, Il Golpe Borghese. Un golpe virtuale all'italiana, Brossura, 15,5 x 21 cm., pag. 136 con foto b/n nel testo, Lo Scarabeo 2006. E' il primo libro di memorie sul "golpe Borghese" nel quale non si parla tanto dell'azione "militare", quanto delle ragioni che lo hanno prodotto e dei rapporti a livello internazionale che lo hanno determinato. La figura di Junio Valerio Borghese, il "principe nero", come era chiamato dalla pubblicistica dell'epoca, emerge in un ritratto nitido, reso chiaro dalle interconnessioni internazionali (Kissinger e Skorzeny ad esempio) fissate già alla fine del secondo conflitto mondiale in un intreccio interessante che aveva un solo scopo: quello di tenere lontani i comunisti dall'area del potere. Il golpe del dicembre 1970 rappresenta l'ultimo atto della strategia della "cortina di ferro" o del "contenimento" del comunismo internazionale e del suo ispiratore, l'URSS.
16,00
R. Pellicano, Guerra all'Europa. Le manovre occulte dell'alta finanza alla conquista del mondo, Brossura 17 x 24 cm., pagg. 445, Ritter Edizioni 2015. "...è in corso nell'intero pianeta un'aggressione globale allo Stato-nazione, che i media tentano di mascherare come operazioni di pace, sotto forma di sistemi vassalli neocoloniali di caste politiche, esponenti della cultura accademica organici al sistema, intellettuali, poteri esecutivi degli Stati, tutti asserviti alla plutocrazia globale. Imperversa una guerra totale, combattuta con i più sottili artifizi, che giunge alla liquidazione delle élites culturali e politiche indipendenti, che potrebbero riuscire a respingere le suggestioni sistematiche dei media. Si giunge così all'imposizione di una monocultura tirannica. Si finanziano le economie nazionali8 per poterle più agevolmente mondializzare e le si obbliga all'indebitamento, come ulteriore mezzo di assoggettamento, e si usano le privatizzazioni come mezzo per far perdere il controllo sulle aziende strategiche nazionali..."
28,00