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CATALOGO LIBRI DI STORIA MILITARE

VENDITA PER CORRISPONDENZA

FASCISMO

Aggiornato al 13 marzo 2020

TITOLO E DESCRIZIONE
PREZZO €
R. Labanca, Nicola Bombacci Opere Complete (1941 - 1944), Brossura 15 x 21 cm., pagg. 196, Le Vele nere 2020. Gli scritti di Nicola Bombacci che qui si presentano in versione integraale, sono per lo più incentrati sulla negazione che in Russia vi fosse una qualche forma di socialismo, affermando che vi era solo una tirannia personale di Stalin, con una burocrazia accaparratrice, nemica del popolo e creatrice di miseria, guidata dagli ebrei e brutalmente imperialista. Completa l'antologia "I contadini nell'Italia di Mussolini", un testo elogiativo della politica rurale mussoliniana, in cui Bombacci riconosce come raggiunta l'antica meta socialista di dare la terra ai contadini.
20,00
R. Festorazzi, Mio nonno fascista. Una storia familiare sottratta all'oblio, Brossura 15 x 21 cm., pagg. 138, Il Silicio 2020. Accompagnata da molti documenti, la storia del nonno Pietro, pioniere del movimento delle camicie nere in terra lariana. Grazie al ritrovamento di una rara relazione del 1923 e alla scoperta delle lettere di Pietro Festorazzi (pubblicate in questo volume), durante la campagna di Russia, l'autore può ricostruire l'avventura umana e politica del nonno. 
25,00
R. Morghen, Da Piazza San Sepolcro a Fiume Città di vita. Alessandro Pozzi nel Diciannove tra Mussolini e d'Annunzio, Brossura 14 x 20,5 cm., pagg.175, Solfanelli 2020. Il milanese Alessandro Pozzi, detto Sandro, classe 1901, è legionario a Fiume con Gabriele d'Annunzio, ma è anche un fascista della prima ora, un sansepolcrista, un diciannovista inserito vitalmente nel magmatico mondo rivoluzionario di quest'anno: l'anno degli albori, in cui la giovinezza irrompe come categoria dello spirito consacrata dalla guerra. Lo troviamo infatti il 23 marzo 1919 a Milano alla storica adunata di San Sepolcro fondativa dei Fasci di combattimento. Nella città di vita, invece, Pozzi è un giovanissimo ardito protagonista della singolare stagione fiumana con Comisso, Furst, Kochnitzky e, naturalmente, Guido Keller, cui è legato da una strana amicizia. A Fiume prende parte attiva alla festa della rivoluzione ed è tra i firmatari dell'incendiario appello "Ai fiumani!", di sapore futurista, che invita a "rendere tutto possibile in atmosfera di genialità-follia incandescente". Torna a Milano nel novembre del '19, latore di un messaggio del Comandante per "Il Popolo d'Italia", e si tuffa nella competizione elettorale, nel "pantano cartaceo", tra le teste di ferro inviate da Fiume a supporto e protezione della lotta civica, combattuta per l'appunto "sul terreno fiumano dalmatico anticagoiesco". A novembre Sandro è arrestato con Mussolini e processato. Uscirà in dicembre. 
15,00
O. Mosley, La mia vita, Brossura 15 x 21 cm., pagg. 568 di cui 24 di foto b/n, Ginko edizioni 2019. Durante la sua vita Oswald Mosley conobbe Winston Churchill, Franklin D Roosevelt e Lloyd George, Hitler, Mussolini, Göring e Goebbels. Affascinante e coraggioso sposò due donne famose, Cinzia Curzon e Diana Mitford. Aristocratico e amico del popolo, Mosley avrebbe potuto diventare primo ministro. Il leader laburista, Michael Foot, leggendo questo libro commentò che Mosley fu l'unico leader che avrebbe potuto risparmiare alla Gran Bretagna la grande depressione e tenerli fuori dalla Seconda Guerra Mondiale. Sir Oswald Ernald Mosley, VI Barone di Ancoats (1896 -1980) fu il più giovane parlamentare della storia britannica e poi leader della Unione Fascista Britannica (BUF). Scrisse le sue memorie nel 1968. 
19,00
O. Mosley, Fascismo britannico e nuova Europa. Scritti e discorsi di battaglia della British Union of Fascists all'Europa-Nazione, Brossura 14,5 x 21 cm., pagg. 310, ill., Passaggio al Bosco 2019. Fascista, britannico ed europeo: con questi tre aggettivi - senza dubbio - può essere riassunta la figura di sir Oswald Mosley, fondatore e leader della British Union of Fascists. Una personalità complessa, che in queste pagine viene riportata alla luce attraverso una selezione di scritti che ne inquadrano il pensiero e l'azione: dai manuali militanti al celebre "Fascismo per le masse", dai più agguerriti discorsi pubblici alle lucide proposte contenute in "Europa: una fede, un piano". Un'analisi ricca e completa, che contribuisce a incrinare la damnatio memoriae in atto: dalle rivendicazioni del nazionalismo britannico alla volontà di affermare un fascismo inglese; dalle lotte sociali alle prospettive di un'economia corporativa e protezionista; dalle campagne contro la speculazione finanziaria della City alla denuncia del sistema partitocratico; dallo stile rivoluzionario delle blackshirts agli scontri di piazza sotto i vessilli del lampo cerchiato. Una parabola - quella di Mosley - che si conclude all'insegna di un'audace intuizione, ancora attuale: l'Europa dei popoli e delle nazioni, tesa alla riconquista spirituale e identitaria della propria sovranità. 
18,00
C. Codreanu, Lettere Studentesche dal carcere. Vacaresti, 9 ottobre 1923 - 30 marzo 1924, Brossura 15 x 21 cm., pagg. 78, Libreria Europa 2019. Buttate giù durante la sua più significativa esperienza di detenzione dopo quella del 1938 che l'avrebbe condotto al martirio, le Lettere Studentesche dal carcere possono considerarsi il primo rudimentale manifesto politico di un giovanissimo Codreanu. La concisa raccolta esprime, insieme al sentimento di malinconia e di dolore per la condizione di prigionieri, un'inesauribile amore per il popolo romeno e di astio per i nemici della Patria. E' a Vacaresti che Codreanu e i suoi scelgono per la prima volta di affidare le proprie gesta all'Arcangelo Michele, gettando le basi per la fondazione del mito della Legione.
11,00
F. bertoni, Il trionfo del fascismo nell'URSS, Brossura 14 x 21 cm., pagg. 141, Effepì 2019. Dopo aver sostenuto che"il Fascismo e il Bolscevismo ad un certo punto del loro cammino si incontreranno: Perché unico è il loro scopo: migliorare la società, rialzare le condizioni del Popolo", dopo un anno in Russia per studiare la Rivoluzione bolscevica, dice."mi è risultato con la più chiara evidenza che ... il Bolscevismo e il Fascismo, per i loro fondamentali principii rimarranno sempre due rivoluzioni completamente distinte, vale a dire che non potranno mai sostanzialmente fondersi." Saggio introduttivo di Attilio Cucchi.
18,00
G. Tricoli, Il fascismo e la lotta contro la mafia, Brossura 13 x 21 cm., pagg. 89 + pagg. 27 di foto b/n, I libri del Borghese 2019. Amico del giudice Paolo Borsellino, Tricoli in questo volume mette in luce la dura offensiva del fascismo sul fronte della lotta alla mafia. Attingendo sapientemente ad archivi, documenti, memorie e giornali dell'epoca, l'autore ricostruisce e porta alla luce in tutti i suoi aspetti gli oggettivi e ancora poco conosciuti successi del movimento fascista, dimostrando, allo stesso tempo, come il Duce sia stato il primo Presidente del Consiglio italiano ad occuparsi realmente della questione meridionale. L'assalto al latifondo e la guerra dichiarata alla mafia messa all'angolo dall'operato del Prefetto Cesare Mori ne furono prove tangibili. Così come è storicamente dimostrato che la disfatta della guerra avrebbe ricomposto ilblocco agrario-mafioso, pronto ad appoggiare lo sbarco alleato e a diventare la struttura portante, anche istituzionale, della Sicilia antifascista.
15,00
R. Mancini, Storia del fascismo. Vol. 1, Brossura 13 x 21 cm., pagg. 271I Libri del Borghese 2019. Dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, gli studi storici sul fascismo, sono stati monopolizzati da un pregiudizio ideologico di stampo marxista che ne ha negato con ostinazione la valenza rivoluzionaria e anticapitalistica. Quest'opera dedicata alla storia del movimento mussoliniano, trova la sua peculiarità e ragion d'essere proprio nel volere, al contrario, rivendicare la componente rivoluzionaria, anticapitalistica e "socialista" del fascismo. Prefazione di Giacinto Reale.
19,00
F. Vincenti, Welcome signor Mussolini. L'unico viaggio del Duce a Londra, Brossura 15 x 21 cm., pagg. 192, Eclettica 2019. Dicembre 1922, Benito Mussolini è salito al potere da poco. Il suo primo viaggio in una capitale estera è, a sorpresa, a Londra per i lavori della Conferenza interalleata. Proprio nel cuore dell'impero britannico, in quella "perfida Albione" che gli riserverà però un'accoglienza straordinaria. "Non ricordo entusiasmo pari a quello, nemmeno in Germania" ricorda Quinto Navarra, commesso di Mussolini per oltre 20 anni. Un'accoglienza da star, tanto incredibile quanto vera, sulla quale è calato l'oblio. Il suo arrivo sulle rive del Tamigi è ricco di episodi, curiosità e risvolti sinora in buona parte inediti, a partire dalla visita a Buckingham Palace da Re Giorgio V che l'anno successivo lo insignirà cavaliere. Fabrizio Vincenti ricostruisce ogni fase del viaggio e il clima dell'epoca con dovizia di particolari, grazie ad un accurato lavoro di archivio che ha permesso di fornire indicazioni, oltre che sull'incontro, anche sulla comunità italiana nell'isola, sui gruppi antifascisti presenti e sul fascio di Londra.
16,00
A. Fichera, Sergio Panunzio, Brossura 11 x 16,5 cm., pagg. 133, Fergen 2019. Una delle figure più rilevanti e più influenti, sul piano intellettuale, del periodo fascista. Sin dalla giovane età è attivo nella vita politica, impegnato per un recupero della dimensione rivoluzionaria del socialismo. Divenuto giurista e filosofo, si dedica alla promozione di un'idea di aristocrazia sociale e di solidarietà universale, che insieme agli ideali di diritto e volontà costituiscono il fulcro del suo pensiero. La giustificazione della violenza, se orientata a difendere i diritti, e la convinzione che la guerra è giusta se utile, fanno di lui uno dei protagonisti della vita politica dell'epoca. Dal Sindacalismo Nazionale al Corporativismo, scrive la storia italiana sia in termini di filosofia del dirittto sia di azione politica. Vicino a Mussolini fino ad influenzarne alcune scelte, tratteggia pagine tra le migliori dell'evoluzione civile e sociale del nostro paese.
10,00
B. Mussolini, Parlo con Bruno, Brossura 13 x 21 cm., pagg. 139, I libri del Borgehse 2019, Il libro senza dubbio più accorato e sincero di Mussolini, che rievoca, sullo sfondo delle incalzanti vicende del secondo conflitto mondiale, la figura del figlio forse meno conosciuto del Duce, am che proprio per il carattere corretto, semplice, sportivo, disciplinato, racchiude appieno quell'idea di Homo novus che il fascismo auspicava.
15,00
A. Pavolini, Disperata, Brossura 15 x 21 cm., pagg. 185, Libreria Europa 2019. "La Disperata" fu la più importante squadra d'azione di Firenze, come sarà il nome che contraddistinguerà nei cieli di Eritrea ed Abissinia la 15. Squadriglia da Bombardamento della Regia Aeronautica al comando di Gaelazzo Ciano, in cui fu arruolato anche Pavolini, Ufficiale Osservatore ed inviato di guerra per conto del "Corriere della Sera". Prefazione di Piero Cappellari.
18,00
R. Amato, Vangelo e moschetto. Fascismo e cattolicesimo: sintonie, attriti, battaglie comuni, Brossura 14 x 20,5 cm., pagg. 260, Solfanelli 2019. Per oltre vent’anni Fascismo e Chiesa cattolica convissero e interagirono, a volte con il tentativo di servirsi l’uno dell’altro, altre volte scontrandosi. Ma, più spesso, condivisero idee, valori, progetti e battaglie. Quest’opera vuole essere un contributo di chiarezza, evidenziando gli aspetti su cui fascismo e cattolicesimo si confrontarono. Oltre ai processi storici che partono dalla Questione Romana e si concludono con la fine della Seconda Guerra Mondiale, si analizzano i principali elementi dottrinari su cui le due entità possono essere accostate: la critica al sistema liberalcapitalista e al marxismo, attraverso l’alternativa del corporativismo, la lotta alla Massoneria, il sostegno cattolico all’impresa di Etiopia e alla partecipazione alla Guerra di Spagna, autentica crociata del XX secolo. Le critiche rivolte da Pio XI al regime nell’enciclica “Non abbiamo bisogno”, il concetto di religione secondo la dottrina fascista, sono alcuni dei punti che vengono esaminati, per concludere con il percorso spirituale di Benito Mussolini. Il frutto più importante del confronto tra Fascismo e Chiesa, destinato a sopravvivere sino ad oggi, fu la Conciliazione, che pose fine a decenni di lacerante Questione Romana. 
19,00
P. Caporilli, Crepuscolo di sangue. Uno che ha seguito Mussolini fino all'ultima ora racconta, Brossura 17 x 24 cm.,  pagg. 138, Settimo Sigillo 2019. Con la prefazione di Fabrizio Vincenti "Crepuscolo di sangue" completa la trilogia iniziata con "Acqua Salata" e "L'Ombra di Giuda". Prende in conaiderazione il periodo che va dalla liberazione di Mussolini dalla prigione del Gran Sasso del 12 settembre 1943, alla primavera di sangue del 1945. Uno scritto appassionato e commosso che fa piazza pulita di molti luoghi comuni, a partire da quello sulla difesa di Roma per finire con le pagine dolorose sui bombardamenti indiscriminati degli anglo-americani a danno dei civili inermi. C'è anche lo spazio per tratteggiare la personalità di molti protagonisti di quel periodo, come Nicola Bombacci o i disegnatori Achille Beltrame, Walter Molino e Gino Boccasile. 
16,00
C. Leone, Fascismo: storia di una rivoluzione antiborghese. 1929 - 1940, Brossura 15 x 21 cm., pag, 251, Libreria Europa 2019. Lo studio è basato sulla interpretazione storica del fascismo in quanto movimento rivoluzionario e antiboghese. E cerca di smentire la tesi che il movimento nato dalla mente di Benito Mussolini (anche se l'ambiente culturale e politico in cui si sviluppa era già presente in Italia) fosse solo una reazione borghese, al soldo del grande capitale, contro i diritti del proletariato e della classe lavoratrice tutta. Prefazione di Luca Leonello Rimbotti.
20,00
M. Giampaoli, 1919, Brossura 15 x 21 cm., pagg. 288, A.G.A. 2019. «Questo è ciò che avviene solitamente nella storia dei grandi rivolgimenti sociali. Gli uomini d’azione compiono l’impresa che a tutti pareva impossibile; e quand’essa è compiuta, quando la sua inevitabile fatalità ha soverchiato tutti gli argini e frantumato tutti gli ostacoli, quando insomma il sogno di pochi è divenuto realtà onnipresente, ecco gli uomini del pensiero, che, scartabellando fra i documenti e le date, istituendo paralleli storici, si mettono in gara di sapienti elucubrazioni per spiegare ai contemporanei ed ai posteri quello che è avvenuto. Spesso accade che la formula definitiva, quella con cui un avvenimento passa alla storia, non abbia più nulla di comune con l’idea originaria da cui sorse. Del Fascismo si sono cercate, finora senza troppa fortuna, innumerevoli definizioni. Si può dire che tutti coloro i quali hanno scritto o trattato del Fascismo, in Italia e all’Estero, non hanno saputo resistere alla tentazione di collocare la propria. Ma le migliori tra esse non sono mai riuscite che ad abbracciare una parte del Fascismo, ad illuminare un solo aspetto esteriore di questo grandioso fenomeno». (dal testo) 
22,00
C. Vercelli, L'anno fatale. 1919: da Piazza San Sepolcro a Fiume, Brossura 15,5 x 22,5 cm., pagg. 153, ill., Edizioni del Capricorno 2019. Il 1919 è l'anno della svolta, quello che cambia per sempre la storia d'Italia. La fine della Grande Guerra, piazza San Sepolcro e la nascita del fascismo, l'inizio del "biennio rosso" e l'impresa di Fiume. Un anno spietato, portatore di mutamenti di lungo periodo, destinati a concludersi solo con un'altra guerra mondiale.
13,00
F. Sparacino, 23 marzo 1919 Piazza San Sepolcro. Centenario della fondazione a Milano dei Fasci Italiani di Combattimento, Brossura 17 x 24 cm., pagg. 240, completamente illustrato a colori e b/n, Ritter Edizioni 2019. A Milano in piazza San Sepolcro, il 23 marzo 1919 venivano fondati i Fasci Italiani di Combattimento da Benito Mussolini e una ristretta cerchia di collaboratori, alla presenza di 147 delegati provenienti da ogni regione d'Italia: Arditi nazionalisti, interventisti, futuristi, sindacalisti rivoluzionari e tutti coloro che nel travagliato dopoguerra avevano a cuore i destini d'Italia. La data, celebrata in tutto il Ventennio come "Diciannovismo", viene ricordata come data d'inizio del movimento fascista in Italia, sebbene in realtà le sue origini vadano ricercate qualche anno prima. Il testo storiografico - corredato da un'ampia selezione di immagini d'epoca, documenti e memorabilia - inizia pertanto dai movimenti precursori, si sofferma sulla storica adunata di San Sepolcro e, dopo una sintesi cronologica dei fatti principali del 1920/1921, si conclude nel novembre 1921 quando il Congresso sancisce la trasformazione da movimento in partito, con la nascita del PNF.
24,00
V. Rubetti, Fascismo al femminile. La donna fra focolare e mobilitazione, Brossura 14 x 20 cm., pagg. 159, Armando editore 2019. Secondo il paradigma antifascista-resistenziale, tutto il Ventennio è stato un periodo di profonda involuzione, non solo sul piano politico, ma anche su quello dei costumi. Ne deriva che la letteratura - peraltro scarsa e di esclusiva origine femminista - sulla condizione femminile in tale periodo si sia adagiata sul cliché della donna sottomessa dal patriarcato fascista, alla quale era precluso il lavoro come mezzo di emancipazione, buona solo come riproduttrice di figli da mandare a combattere o da essere immessi sul mercato del lavoro come manodopera a basso prezzo. Il libro analizza in chiave critica questi assunti dimostrando piuttosto il contrario, cioè che è proprio nel periodo fascista che la figura della donna, sia pure tra luci e ombre, tra colpi di freno e di acceleratore, nelle inevitabili contraddizioni di un Paese sulla via della modernizzazione, acquisisce una posizione inedita. In tale processo un ruolo chiave viene giocato dalla mobilitazione politica di massa, che coinvolge milioni di donne, pre-condizione necessaria, anche se non ancora sufficiente, per la nuova collocazione della donna nella società post-bellica. Un capitolo a parte è dedicato alle ausiliarie della RSI e al grande femminicidio di cui furono vittime. Pur non facendo parte di reparti combattenti, esse costituirono, di fatto, la quintessenza della donna fascista e pagarono un prezzo altissimo in termini di sangue a conflitto ormai concluso.
15,00
B. Mussolini - G. Gentile, La dottrina del fascismo e i documenti ufficiali dal 1919 al 1945, Brossura 12 x 16,5 cm., pagg. 184, Passaggio al Bosco 2019. "La dottrina del fascismo", può essere ritenuta il fondamento culturale di quell'azione che - attraverso la lotta - portò il fascismo stesso a compiere la rivoluzione. Per nulla dogmatica o accademica, la dottrina racchiude gli orientamenti filosofici, gli istinti vitali e gli slanci sociali di un fenomeno - quello fascista - che fu politico e spirituale al tempo stesso: la sintesi tra il pensiero e l'azione, la fede fanatica nel capo e nell'idea, il dono sacrale e incondizionato di sé, l'affermazione di avanguardie rivoluzionarie e consapevoli, la volontà di edificare una patria coesa e sovrana. E ancora: il richiamo alla tradizione della civiltà romana, il legame identitario con la terra dei padri, la dimensione verticale dell'esistenza, la centralità di uno Stato che oltrepassa il meccanismo burocratico, il primato del sangue sull'oro e dello spirito sulla materia, la concezione organica del popolo quale comunità nazionale. Il testo, arricchito dal saggio introduttivo di Luca Leonello Rimbotti, racchiude la famosa opera di Benito Mussolini, un intervento di Giovanni Gentile e anche un'ampia selezione di documenti ufficiali prodotti tra il 1919 e il 1945: dal Manifesto dei Fasci di Combattimento al Programma del Partito Nazionale Fascista, dalla Carta del Lavoro al Manifesto di Verona, dal Decreto per la socializzazione delle imprese al Decalogo dell'Italiano nuovo, redatto da Niccolò Giani per la Scuola di Mistica Fascista. 
12,00
R. Gremmo, Fascismo e magia. Occultisti, visionari e gruppi esoterici nell'Italia di Mussolini, Brossura 15 x 21 cm., pagg. 160, Storia Ribelle 2019. Fra i molti, contradditori volti del Regime fascista non poteva mancare quello esoterico, inevitabile per un movimento nato nel 1919 in una sede massonica milanese. Durante il Ventennio operarono impunemente i più disparati gruppi iniziatici, da quelli Teosofici agli Antroposofici steineriani; non mancarono i seguaci delle discipline yoga; gli spiritisti e gli occultisti; tutti rigorosamente disciplinati agli ordini del loro Duce e pronti a mettere la loro presunta "forza psichica" al servizio della Patria fascista. Dai documenti inediti dell'"Archivio Centrale dello Stato" emerge tutto un impensabile e inquietante mondo di cultori delle più disparate ed eccentriche doscipline iniziatiche e non mancano le prove sulle frequentazioni massoniche del fratello del Duce, sempre abilmente tenute nascoste.
18,00
L. Freddi, Bandiere nere. Contributo alla storia del fascismo, Brossura 15,5 x 22 cm., pagg. 200, ill., Italia Storica 2019. In questo libro, edito nel 1929, Luigi Freddi, fascista della prima ora, squadrista, volontario fiumano, futurista, giornalista e inventore di Cinecittà, rievoca in presa diretta le origini del Fascismo, dall'assalto all'"Avanti!" a Milano il 15 aprile 1919 con Filippo Tommaso Marinetti, Ferruccio Vecchi e Mario Chiesa alla fondazione dei Fasci italiani di combattimento il 23 marzo 1919 a piazza San Sepolcro e le lotte di strada degli Squadristi nel "Biennio Rosso", dallo squadrismo nel ferrarese e a Mantova, ai fatti di Sarzana, alla lotta politica in Lunigiana, nel Polesine e in Romagna. Questa edizione è arricchita da fotografie di squadristi e squadre d'azione provenienti da archivi privati. 
20,00
G. Reale, Il 1921 sulle pagine de L'Assalto Giornale del Fascio di combattimento bolognese, Brossura 14,5 x 21 cm., pagg. 260, Eclettica 2019. Emilio Gentile, nel suo ultimo recentissimo libro, ha coniato un neologismo, definendo "astoriologia" la tendenza a giudicare e raccontare la storia (in particolare per ciò che riguarda il Fascismo), a prescindere dal suo svolgimento fattuale. Invece, è dai documenti e dagli avvenimenti che bisogna partire, senza trascurare quella importantissima fonte che sono i giornali dell'epoca, rivelatori certamente di stati d'animo e sentimenti diffusi, spesso prima ancora che diventino idee politiche di successo. È il caso de "L'Assalto" di Bologna, che, nato alla fine del 1920 come organo di un Fascio minuscolo, in una città "rossissima", diventerà ben presto portavoce della gran parte dei Fasci locali, non solo della Regione e delle zone limitrofe, molto sensibili alla penetrazione fascista, ma dell'Italia intera. 
16,00
M. Carli, Noi Arditi, Brossura 14 x 21 cm., pagg. 148, ill., ETS 2019. Gli uomini che formarono i reparti d'assalto creati nell'estate del 1917 divennero ben presto noti come "arditi" per il loro modo di combattere animato dal culto dell'attivismo audace e violento. Il capitano Mario Carli fu uno di coloro che curarono di trasferire la loro pratica di combattimento dal campo di battaglia nella vita politica del dopoguerra. Noi Arditi è il resoconto di alcune vicende degli assaltatori, ma anche un manifesto politico in cui prese corpo una versione radicale del mito del combattentismo, che contribuì alla definizione dei tratti identitari dell'arditismo fascista. La bozza originale di questo libro fu infatti il testo dell'intervento che Carli tenne a margine dell'assemblea fondativa dei Fasci di combattimento, il 23 marzo 1919, mentre la sua pubblicazione fu di poco successiva all'assalto al quotidiano socialista l'«Avanti!», con cui gli arditi fascisti inauguravano quella pratica terroristica che sarebbe poi dilagata nello squadrismo. Il testo è qui ristampato nell'edizione originale, accompagnato da scritti di altri arditi fascisti. L'introduzione ricostruisce le vicende dell'arditismo fascista e la sua ideologia. Il libro è inoltre corredato da una sezione biografica, con i profili di alcuni personaggi che svolsero un ruolo importante nel dopoguerra e nel regime fascista. Introduzione e cura di Gianluca Nesi.
15,00
L. Cerchiari, Jazz e fascismo. Dalla nascita della radio a Gorni Kramer, Brossura 14 x 21 cm., pagg. 178, ill., Mimesis 2019. La musica jazz e il fascismo, in Italia, si sono diffusi quasi simultaneamente. A partire dagli anni Trenta, il regime mussoliniano ha sviluppato nei confronti di questo genere musicale una crescente avversione, al punto da finire a osteggiarlo con norme e divieti: il jazz era visto come una minaccia, una pericolosa moda d'oltreoceano che rischiava di avvelenare la purezza della tradizione italiana. Nonostante censure e incomprensioni, il pubblico (grazie alla sua diffusione radiofonica e discografica e all'attività dei primi importanti jazzmen italiani, tra i quali Gorni Kramer e Natalino Otto) ha invece dimostrato di apprezzarlo particolarmente e di coglierne la portata di indiretta avversione ideologica al regime. Questo saggio di Luca Cerchiari, basato su una vasta documentazione storiografica e musicologica, analizza la contraddittoria ma sorprendente penetrazione del jazz in Italia nel suo periodo di massima repressione. Il volume propone inoltre gli isolati ma acuti scritti sulla musica afro-americana di Filippo Tommaso Marinetti, Massimo Mila e Alfredo Casella ed è arricchito da un'intervista a Romano Mussolini, figlio del Duce, pianista jazz di professione.
15,00
P. Vassallo, Note su Giovanni Gentile, Brossura 13,5 x 21,5 cm., pagg. 76, Novantico 2019. Breve saggio che ha il pregio di offrire una innovativa e articolata analisi del pensiero gentiliano. Prefazione di Ernesto Zucconi.
10,00
B. Mussolini, Il Capo del Governo. Incitamenti, Brossura 14,5 x 21,5 cm., pag. 162, Edizioni di Ar 2019. Per ricordare il centenario della fondazione dei Fasci di combattimento (23 marzo 1919), le Edizioni di Ar pubblicano questa raccolta di scritti mussoliniani, alcuni inediti, altri misconosciuti. Essa comprende comunicazioni ufficiali e lettere private, articoli di giornali e discorsi pubblici; ministri e deputati, prefetti e sindaci, familiari, scrittori e personalità di rilievo erano i suoi interlocutori. Il Duce prendeva molto sul serio il ruolo di Capo della nazione, così, sulla sua scrivania giungevano notizie su ogni aspetto della vita italiana. 
15,00
P. Romeo di Colloredo, La morte a grinta dura. Squadristi 1919 - 1923, Brossura 14,5 x 21 cm., pagg. 211, Ciclostile 2019. Squadrismo è un termine che nell'immaginario collettivo odierno richiama ad un atteggiamento violento, quello che caratterizzò l'operato delle squadre sparse lungo lo Stivale, contro il cosiddetto sovversivismo rispondendo alla violenza dei rossi con altrettanta violenza, dapprima per reazione, poi attaccando per primi, e anche contro le autorità. Oggi la storiografia dominante tende ad incolpare per le violenze esclusivamente gli squadristi: ma la realtà italiana dei primi anni Venti fu quella di una guerra civile a bassa intensità, con centinaia di vittime da entrambe le parti. In questo libro non vogliamo fare antistoriche esaltazioni ed apologie od altrettanto antistoriche demonizzazioni, né stabilire linee di demarcazione tra buoni e cattivi, ma raccontare un fenomeno fondamentale della storia italiana così come si svolse veramente, a cent'anni dalla fondazione dei Fasci, un fenomeno che insieme a pagine di violenza e sopraffazione ne vide anche di luminose, grazie all'idealismo di reduci e di giovanissimi, che imposero l'Italia di Vittorio Veneto contro quella di Caporetto, l'Italia degli Arditi, dei ragazzi del '99 contro l'internazionalismo della sovversione rossa. 
18,00
S. Panunzio, Che cos'è il Fascismo, Brossura 11 x 18 cm., pagg. 103, Libreria Europa 2019. Gli scritti di Panunzio raccolti in questo libro evidenziano la sua raffinata capacità d'analisi nell'indicare il Fascismo quale fenomeno prettamente italiano, originale, complesso, tracciaando alcune precise linee guida che il Regime non abbandonerà mai, portandole avanti con graudalità, difficoltà ma indubbia coerenza. Prefazione di Francesco Carlesi.
12,00
L. Bonanno, Ather Capelli. La vita e gli scritti, rossura 15 x 21 cm., pagg. 470, alcune foto b/n, Ritter Edizioni 2018. Se non fosse stato perché la prima Brigata Nera d'Italia, quella di Torino, prese il nome di Ather Capelli, forse il suo nome e la sua figura sarebbero stati sepolti dalla storiografia dei vincitori e dall'omertà sui crimini dei vincitori. Il 31 marzo 1944 il gappista Giovanni Pesce lo uccide mentre scende dall'auto. Omicidio che ha una valenza particolarmente significativa dato il ruolo e l'importanza del personaggio, il cui atteggiamento particolarmente moderato lo rese, agli occhi dei partigiani gappisti, un obiettivo privilegiato al fine di innescare nel capoluogo piemontese la guerra civile. Questo saggio ha la meritoria opera di restituire verità storica sulla vita e la morte di Ather Capelli, che è stato l'esatto opposto del prototipo che viene propinato dalla stampa di regime: il fascista fanatico e violento.
28,00
H. Woller, Mussolini il primo fascista, Brossura 15 x 22 cm., pagg. 331, Carocci 2018. Mussolini è vivo nel ricordo degli italiani, nelle librerie e in molti negozi di souvenir. Ma Mussolini è vivo anche nella memoria collettiva mondiale, che spesso non sa neppure di fare riferimento a lui. Il termine "fascista", da lui coniato e riferito alla sua persona, è onnipresente e serve a identificare tutto quanto può essere considerato di destra, autoritario e populista. Ma chi è stato Mussolini? Il despota spietato che resse l'Italia dal 1922 al 1945 con il pugno di ferro derubandola del suo futuro? Il modernizzatore che per il suo paese conquistò un impero innalzando l'Italia al rango di grande potenza? L'alleato più importante di Hitler, che lo considerava suo maestro e con lui mise il mondo a ferro e fuoco? Una marionetta, una vittima del Führer? Il dittatore carismatico, colui che ha costruito uno Stato totalitario di tipo nuovo, fondato sul consenso e sul più cupo, lucido terrore, che è servito da modello per molti altri autocrati? 
28,00
E. Zucconi, Fascismo al femminile. Le donne nel Ventennio, Brossura 20,5 x 29,5 cm., pagg. 147, foto b/n e tavole a colori, Novantico 2018. Accompagnato da innumerevoli fotografie in b/n e completato da una bella appendice a colori "Gradi e Uniformi", il saggio si occupa della posizione femminile nel Ventennio. Innanzitutto la politica per favorire l'incremento delle nascite che sottolineava l'importanza dell'essere madre per dare all'Italia una prole sana. Ma il Regime ebbe anche molta cura nella formazione sportiva, che diede grandi risultati in termini di consenso e propaganda. Poi tutte le organizzazioni fino alle Ausiliarie della R.S.I.
24,00
AA.VV., Il Carlismo, Brossura 14 x 21 cm., pagg. 183, Solfanelli 2018. Questo testo rappresenta la Summa della dottrina tradizionalista. Esso costituisce il frutto di un intenso e rigoroso lavoro intellettuale finalizzato a far conoscere i risultati di un’accurata ricerca storico-teoretica e a definire un corpo dottrinale di sicura ortodossia tradizionalista e di notevole impegno morale che potesse costituire il punto di riferimento più sicuro per il Carlismo. In questo ideario è considerata la problematica basilare del Carlismo, che si incentra nei quattro punti del suo programma-giuramento: Dios, Patria, Rey, Fueros. Il retroterra culturale e ideale da cui muove la definizione di questi elementi è quello del pensiero cattolico tradizionale ispanico del quale il Carlismo rappresenta solo l’ultima fase.  Introduzioni di Miguel Ayuso e Paolo Caucci von Saucken.
15,00
R. J. Bosworth, Claretta l'ultima amante del Duce, Brossura 14 x 21 cm., pagg. 447, ill., LEG 2018. Con l'aiuto di ricche e preziose fonti, quali i numerosi messaggi che Mussolini le inviava e la corrispondenza che i membri della famiglia erano sempre proonti a scrivere e a inviare al Duce, il libro rappresenta una storia d'amore unica nel suo genere, pagine che registrano i piaceri, le scenate isteriche, gli svenimenti, i malori, la rabbia,la gelosia, la possessività, l'amore e l'odio, la musica, la poesia, le letture e l'arte, e non da ultima la politica. Pagine che gettano luce sul privato con la stessa forza con cui rischiarano il politico.
18,00
F. Lussana, Cinema educatore. L'Istituto Luce dal fascismo alla Liberazione (1924 - 1945), Brossura 15 x 22 cm., pagg. 309, ill., Carocci 2018. Confrontando il patrimonio dell'Archivio storico Luce con documenti di prima mano e con fonti archivistiche tradizionali, il volume ricostruisce la storia dell'Istituto Luce dal 1924 al 1945, gli anni cioè che intercorrono tra la fondazione del piccolo Sindacato di istruzione cinematografica, sulle ceneri del quale nascerà L'Unione cinematografica educativa (LUCE), e il trasferimento dell'Istituto sulla Laguna dopo il crollo del fascismo. Attraverso la storia del Luce, il libro offre un contributo innovativo alla storia del fascismo italiano e alla sua politica culturale, di cui il cinema Luce è stato un pezzo importante, destinato ad avere uno sviluppo sorprendente anche nell'Italia del secondo dopoguerra. A dispetto della prevalente funzione di pura informazione e propaganda che gli viene attribuita, l'Istituto Luce inaugura un originale sistema di comunicazione nazionalpopolare: nel corso degli anni Trenta, nella catastrofe della guerra e poi nella difficile ricostruzione morale e materiale del paese, le sue cineprese ritraggono con straordinaria forza evocativa anche la vita quotidiana, le tradizioni, le emozioni di tutti gli italiani. 
31,00
D. Breschi, Mussolini e la città. Il fascismo tra antiurbanesimo e modernità, Brossura 14 x 21 cm., pagg. 576, Luni 2018. Al centro del libro, frutto di una ricerca vasta e accurata, vi è il controverso rapporto fra il fascismo e la modernizzazione, letto attraverso il fenomeno dell'urbanesimo in Italia tra le due guerre mondiali, un processo di trasformazione che coinvolge e travolge costume, economia, cultura politica, antropologia e che segna, di fatto, il passaggio, spesso ancora contradditorio e incerto, dalle comunità agricole tradizionali alla moderna società industriale.
28,00
R. Mallet, Mussolini in Etiopia. Le origini della guerra dell'Italia fascista in Africa 1919 - 1935, Brossura 14 x 21 cm., pagg. 351, LEG 2018. La Grande Guerra lasciò un segno profondo sull'Italia e sulla società italiana. L'Italia aveva nutrito l'ambizione di diventare una grande potenza e dopo la guerra la pace contribuì ad alimentare un'atmosfera di risentimento nazionale e di frustrazione, e questa a sua volta aprì le porte a Mussolini e al fascismo. Prima del conflitto i nazionalisti e gli interventisti di sinistra avevano sognato un'Italia unita e geopoliticamente autorevole, ma alla fine della guerra del 1915-1918 non si realizzò nulla di tutto ciò. Al contrario, l'Italia cadde preda della recessione postbellica, di un malessere politico che sembrava incurabile e di un accordo di pace che non piaceva a nessuno. Comincia in questo scenario l'indagine storiografica sulla politica coloniale del regime fascista nel contesto europeo, indagata anche attraverso un'analisi della tortuosa natura delle relazioni tra il Partito Nazionale Fascista e il Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori, che si rivelò una componente essenziale del meccanismo di espansione italiana nell'Africa Orientale. Il caso etiopico e la beffa vittoriosa di Benito Mussolini all'autorità della Società delle Nazioni inaugurarono una nuova oscura èra nelle politiche mondiali, secondo dinamiche che anche oggi meritano un attento approfondimento. 
26,00
L. L. Rimbotti, Fascismo rivoluzionario. Il fascismo di sinistra dal sansepolcrismo alla Repubblica Sociale, Brossura 15 x 21 cm., pagg. 502, Passaggio al Bosco 2018. Il fascismo rivoluzionario - o "di sinistra" - è quella componente progressista del movimento mussoliniano che intende sovvertire l'ordine borghese, il capitalismo, la finanza internazionale e lo sfruttamento operato dagli usurai ai danni del popolo, al fine di edificare - sulle macerie del vecchio mondo liberaldemocratico - la giovane civiltà del lavoro, liberamente organizzata nell'ordine corporativo. Contrario anche al brutale collettivismo comunista - limitato ad una visione materialista che nega ogni riferimento all'identità storico-etnica delle stirpi - il fascismo rivoluzionario intende costruire una comunità di popolo nella quale vengano fusi - in una sintesi totalitaria - la modernità e la tradizione, il socialismo e il nazionalismo, le aristocrazie eroiche e le masse popolari. La mistica della lotta, la fede nel capo carismatico, la fiducia nel destino di gloria, l'eroismo guerriero e la fanatica fedeltà all'idea sono alcuni degli elementi che fanno del fascismo un fenomeno non solo politico, sociale o economico, ma anche spirituale, culturale e addirittura religioso.
20,00
F. Sideri, Fascisti prima di Mussolini. Il fascismo tra storia e rivoluzione, Brossura 15 x 21 cm., pagg. 266, Settimo Sigillo 2018. Tra le caleidoscopiche immagini del fascismo, si è spesso sottovalutata l'autobiografia che il movimento mussoliniano ha voluto offrire di sé. Attraverso l'analisi dei "precursori" è invece possibile leggere in controluce quello che il fascismo ha ritenuto di incarnare e di rappresentare nella costruzione non solo di un nuovo ordine sociale, ma anche di uno stile di vita ispirato ad una peculiare visione del mondo. Durante i vent'anni del regime, il dibattito si sviluppò nella contrapposizione tra coloro che ritenevano che in queste costruzioni il fascismo si ponesse in continuità con la storia nazionale e che solo in questa continuità le realizzazioni che si compivano avrebbero avuto la solidità necessaria per durare e coloro che invece ritenevano che il fascismo dovesse presentarsi com euna rivoluzione radicale che costituiva una netta cesura con il pregresso storico della nazione. Se il fascismo non scelse chiaramente una delle due posizioni è perché era ancora alla ricerca di una propria definizione ideologica, ma le collane dedicate ai prefascisti e ai precursori, il dibattito parlamentare e persino alcune dichiarazioni dello stesso Mussolini, pur restio a riconoscere precursori per la sua creatura, lasciano propendere per la tesi della continuità. Propensione inevitabile in un movimento che considerava irrinunciabile la dimensione storica dell'individuo e dello Stato. 
22,00
F. Amore Bianco, Mussolini e il "Nuovo ordine". I fascisti, l'Asse e lo "spazio Vitale" (1939 - 1943), Brossura 14,5 x 21 cm., pagg. 388, Luni 2018. Fin dai primi mesi del Secondo conflitto mondiale molti fascisti interpretarono la guerra come il primo, ineludibile passaggio "rivoluzionario" che avrebbe portato alla definitiva distruzione della civiltà liberale. La decisione del Duce di portare il Paese in guerra amplificò tali suggestioni, illudendo ambienti del Partito Nazionale Fascista, dei sindacati, delle università e del mondo della cultura in genere che la creazione del Nuovo ordine fascista fosse a portata di mano, una volta conseguita la vittoria. Il protrarsi del conflitto e i primi insuccessi non intaccarono le aspettative di tali settori del  fascismo, che contribuirono ad alimentare un ipertrofico dibattito sui caratteri della "nuova civiltà" totalitaria che riguardò soprattutto l'ambito politico-economico e che fu oggetto di moltissime analisi sia a livello propagandistico, sia a livello culturale. Questo volume ricostruisce le premesse, i contenuti e i diversi momenti di tale dibattito, ospitato in buona parte sui periodici di regime, offrendo un quadro dei progetti sul dopoguerra che nel periodo 1939-1935 affollarono l'immaginario fascista.
25,00
S. Pessot, Fascismi nel mondo, Brossura 14 x 20,5 cm., pagg. 309, Solfanelli 2017. La lettura di questa avvincente opera provoca alcune domande destinate a turbare i custodi dell'imperiosa vulgata storiografica. Perché si verificò il successo del fascismo dopo la grande guerra democratica che aveva segnato la fine dei regimi reazionari appartenenti al passato? Quale imprevista ragione sosteneva la volontà di andare oltre l'ordine stabilito dalla vittoria delle nazioni modernizzatrici, oltre il capitalismo trionfante, oltre il marxismo emergente in Russi? Perché il fascismo seminò inquietudine e speranze nel cuore generoso della gioventù, in Giappone e in Sud America, in Cina e nella Scandinavia, in India e in Francia, in Sud africa e in Spagna, nel mondo arabo e nel mondo cattolico?
21,00
T. Kunnas, Il fascino del fascismo. L'adesione degli intellettuali europei, Brossura 17,5 x 25 cm., pagg. 574, Settimo Sigillo 2017. Il fascismo e il nazionalsocialismo rappresentano, per tutti oggi, il male assoluto compito consapevolmente. Eppure, nell'Europa tra le due guerre furono in molti, tanto tra l'intellighenzia quanto tra il popolo, ad essere attratti dai movimenti fascisti. Perchè il fascismo risultò tanto attraente? E perchè calamitò a sé individui dotati di talento e senso critico? Basandosi su un corpus di scritti letterari, articoli e fonti storiche e filosofiche straordinariamente vasto, il libro, analizza a fondo il trasporto di alcuni (oltre 80) intellettuali europei per il fascismo. Il libro dimostra che il pensiero fascista aveva sostenitori in tutta Europa, anche nei paesi nordici, e non solo nei paesi noti come suoi propugnatori, Germania e Italia. Il fascismo funse da legame tra correnti di pensiero e tendenze proprie dell'epoca: unì arte e religione, antisemitismo e forza vitale, filosofia e letteratura. Ammaliò intellettuali insigniti del premio Nobel quali Knut Hamsun e Luigi Pirandello e, per un breve periodo, anche il filosofo Martin Heidegger.  
48,00
C. Borsani Jr, Carlo Borsani. La fede tramutata in martirio, Brossura 13,5 x 21 cm., pagg. 136, Ritter Edizioni 2017. Con una breve prefazione per sintetizzare quanto successe nel 1945, raccolta di liriche, prose, discorsi, messaggi e indirizzi di colui che fu decorato con ben due medaglie al valor militare.
10,00
C. Ruzzi, Britain first. Storia del fascismo inglese e dei Britisches Freikorps, Brossura 13 x 21 cm., pagg. 162, ill. b/n , Novantico 2017. Chiara analisi del periodo storico nel quale in Inghilterra il grande interesse suscitato dalle idee e dalle realizzazioni di Mussolini generò ddei movimenti politici che, ispirandosi alla realtà italiana, intendevano importare quanto di buono e di utile potesse giovare la proprio paese. Sui vari esperimenti inglesi avviati inn quella direzione si affermò a motivo di un valido programma, di una propaganda efficiente e del carisma del suo giovane leader, sir Oswald Mosley, il partito denominato in origine "New Party" e divenuto più tardi "British Union of Fascists". Altro grande successo propagandistico fu il progetto di Amery che si realizzerà sotto forma dei "British Free Corps". 
16,00
P. Romeo di Colloredo, Camicia nera! Storia militare della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale dalle origini al 25 luglio, Brossura 18 x 25 cm., pagg. 252, ill. b/n, Soldiershop 2017. E' l'unica storia militare della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale dalle origini al 25 luglio del 1943 e allo scioglimento di quella che fu la Guardia Armata della Rivoluzione Fascista nel dicembre dello stesso anno. Traccia la storia della Milizia e delle guerre cui ha partecipato dal 1923 con la riconquista della Libia, sino all'Etiopia, alla Spagna e ai vari fronti della Seconda Guerra Mondiale. In appendice una ricca raccolta di testi di inni e canzoni della MVSN, materiale fondamentale per la comprensione di come la Milizia si autorappresentasse nella propaganda.
29,00
V. De Luca, Giovanni Gentile Al di là di destra e sinistra. Il linguaggio politico del filosofo, dell'assessore e del ministro (1900 - 1924), Brossura 17 x 24 cm., pagg. 463, Solfanelli 2017. Il volume, che ampia e sviluppa la tesi del dottorato di ricerca di Vito de Luca, analizza da un punto di vista filosofico il linguaggio politico di Giovanni Gentile, ricomprendendo l'esame dei resoconti dei suoi interventi oratori in qualità di assessore supplente e di consigliere comunale del municipio di Roma, nei primi anni Venti del secolo scorso. Un'attività, quella di amministratore cittadino, non solo poco nota nelle biografie che riguardano la vita del filosofo, ma del tutto inedita nel dettaglio, come è emerso dalla ricerca effettuata sui verbali dell'Archivio Storico Capitolino. E se da un punto di vista storico emerge un Gentile occupato nella quotidianità degli affari che incombono - seppure di una grande città, come è la Capitale italiana - dall'analisi del linguaggio, sia di quello utilizzato nella sua veste di filosofo, sia in quella di ministro e senatore del regno d'Italia, un approccio teoretico mostra come il pensiero di un liberale possa collocarsi al di là di ogni categoria politica di destra e sinistra, non solo sintetizzandole, ma superandole per indirizzarsi con decisione verso il culmine della civiltà occidentale, rappresentata dalla tecnica. 
38,00
A. Raspagni, Da Piazza San Sepolcro a Piazza San Babila. 140 distintivi che hanno segnato l'epopea del fascismo, Brossura 17 x 24 cm., pagg. 227, illustrato a colori e b/n., Nonsolostoria 2017. Questa ricerca vuole raccontare l'epopea del fascismo attraverso una selezione di distintivi d'epoca che appartengono alla memoria dell'avventura mussoliniana.Per poterli apprezzare è necessario collegarli a precisi contesti storici. La galleria viene quindi percorsa sondando i punti salienti, le conquiste e le sconfitte di una delle ideologie tra le più rivoluzionarie e controverse del Novecento, dalla fase precedente l'ascesa al potere fino al neofascismo.
27,00
M. Scaffidi Abbate, Il fascismo in presa diretta Come lo vedevano gl'Italiani e gli stranieri, rossura 15 x 21 cm., pagg. 216, Herald 2017. Questo libro è una raccolta di giudizi sul fascismo quale lo vide allora, almeno sino al 1938, la stragrande maggioranza degli italiani e degli stranieri. Nessuno può negare gli errori e gli aspetti negativi del fascismo, ma non per questo si deve tacere ciò che esso ebbe e fece di positivo, confermato dal consenso pressoché totale che quel movimento riscosse per circa un ventennio.
15,00
B. Tomasich, A noi! Cosa si conosce del fascismo nell'epoca globale, Brossura 14 x 21 cm., pagg. 511, Europa Editrice 2016. Questo libro è nato dalla curiosità dell'autore per il titolo "A noi!" del libro del giornalista Tommaso cerno che invita a percorrere a ritroso un periodo lungo quasi quanto la sua vita. Rifacendo il suo percorso Bruno Tomasich ha rivisto quei luoghi e li ha riconosciuti per l'inconfondibile aspetto che essi presentano ancora oggi. Mentre Cerno va alla ricerca di figure carismatiche, scelte politiche e fenomeni sociali, Tomasich la risposta la cerca e la trova nella Storia.
19,90
R. Brasillach, Brasillach giornalista 1941 - 1944: gli anni della collaborazione, Brossura 15 x 21 cm., pagg. 236, Settimo Sigillo 2016. Con saggi introduttivi di Mario M. Merlino e Rodolfo Sideri, un Robert Brasillach inedito quello che questo volume vuole presentare, attraverso una selezione ragionata degli articoli che l'Autore, in modo continuativo dal marzo 1941 all'agosto 1944, ha scritto sui due più importanti giornali della Collaborazione: Je suis partout e Révolution Nationale.
26,00
A. Lombardi - G. Tura, Louis-Ferdinand Céline. Saggi, interviste, ricordi e lettere, Brossura 19,5 x 26 cm., pagg. 318, molte ill. b/n e colore, Italia Storica 2016. Negli ultimi anni Céline è tornato prepotentemente alla ribalta nell'attenzione del pubblico e della critica con una fitta produzione editoriale comprendente la pubblicazione di inedite testimonianze epistolari e anche scritti autografi. Purtroppo ben poco di questo prezioso materiale o stato presentato al pubblico in Italia. Questo libro cerca di colmare questa lacuna, pubblicando numerose testimonianze, saggi, lettere e interviste di Céline inedite in italiano, assieme ad altri articoli e interventi editi degni di nota ma difficilmente reperibili.
38,00
G. Spadaro, Una mitologia eroica del fascismo. Dialogo immaginario tratto dalle memorie di Aniceto Del Massa - Pino Romualdi - Marcel Déat, Brossura 14 x 20,5 cm., pagg. 226, Solfanelli 2016. L'A. afferma che ha scritto in funzione di una mitologia eroica, senza apologia, solo per accertare la verità. Collocando ogni tassello al posto giusto viene fuori un bilancio equo. Posizioni consolidate crollano e altre ne prendono il posto
17,00
G. Solaro, Fascismo o plutocrazia. Gli scritti economici di un fascista di sinistra, Brossura 15 x 21 cm., pagg. 276, Eclettica 2016. Il libro che raccoglie gli scritti economici più importanti ma poco conosciuti dell'ultimo Federale della Repubblica Sociale a Torino. Lavoro, Europa, economia, socialità, fabbriche, moneta ed altri temi sviscerati dall'uomo che sfidò la Fiat e Wall Street. Scritti duri, diretti contro una deriva dell'economia che già negli anni '40 appariva chiara a chi era in grado di vedere lontano. Solaro tratteggia l'immagine di un capitalismo ormai trionfante che nel sistema liberale e democratico trova il suo terreno più fertile e che solo la rivoluzione fascista avrebbe potuto fermare. I suoi scritti riprendono anche il tema di un'unione europea concepita in ben altro modo rispetto alla struttura tecnocratica che i popoli del Vecchio continente stanno vivendo sulla propria pelle
15,00
G. Reale, "Se non ci conoscete..." Racconti squadristi, Brossura 15 x 21 cm., pagg. 198 + pagg. 8 di foto b/n, AGA 2016. Il Diciannovismo, tanto nelle sue premesse - le gesta degli Arditi sul finire della Prima guerra mondiale - quanto nell'epopea legionaria dannunziana a Fiume, per finire con le storie contigue alla Marcia su Roma (che segnò la fine dello squadrismo pratico ma non certo quella dello squadrismo ideale, fiume carsico inesauribile fino al 1945 e oltre), offre un materiale formidabile e sterminato: avventure mirabolanti, imprese eroiche, personaggi leggendari e figure tragiche. Questi racconti sono concepiti sulla base di episodi autentici accaduti nel quadrienno della "primavera di bellezza", e ruotano attorno a personaggi di forte caratura come Leandro Arpinati, Ferruccio Vecchi, Guido Keller, Alessandro Pavolini, Giuseppe Solaro... Accanto a loro si muovono personaggi minori, veri o immaginari, sullo sfondo di una temperie storica inimitabile e ormai quasi mitologica più che leggendaria.
15,00
G. Alfano, Falangismo e fascismo. Una lettura filosofico-politica, Brossura 12,5 x 18 cm., pagg. 71, Solfanelli 2015. Quando si parla della Spagna si omette di parlare scientemente dell'esperienza politica e istituzionale del Falangismo di Francisco Franco (1892-1975) che ha rappresentato una versione particolare del pensiero politico europeo del XX secolo, ma è stato spesso erroneamente interpretato come una variante locale del fascismo italiano. In questo breve studio afronteremo l'analisi dei fondamenti politici e delle condizioni storiche che hanno condotto al falangismo, confrontandolo con il fascismo all'apice del suo potere e poi di fronte al colpo di stato del 25 luglio 1943 che ne segnò la traumatica fine.
8,00
A. Marzano, Onde fasciste. La propaganda araba di Radio Bari (1934-43), Brossura 15 x 22 cm., pagg. 446, Carocci 2015. Il volume ricostruisce l'esperienza di Radio Bari (1934-43), la prima stazione europea a trasmettere in arabo. Grazie ad una ricerca condotta in numerosi archivi in Italia, Francia, Gran Bretagna, Stati Uniti e Marocco, emergono da queste pagine i protagonisti di Radio Bari, dai responsabili politici agli autori, agli ospiti, agli speaker, nonché i programmi che la radio ospitò. Le trasmissioni culturali (conversazioni, canzoni, pièce teatrali) furono apprezzate dal pubblico arabo, mentre quelle politiche (i notiziari) non ebbero successo perché scontavano una contraddizione insuperabile della propaganda e, più in generale, della politica estera fascista: Roma corteggiava i nazionalismi arabi e attaccava Londra e Parigi con l'obiettivo di sostituirvisi come potenza egemone nel Mediterraneo e in Medio Oriente, senza considerare che quei nazionalismi si sarebbero opposti con uguale forza al dominio coloniale italiano. Proprio attraverso Radio Bari e la sua "guerra delle onde" con Radio Londra, Radio Paris Mondial e Radio Berlino, il libro, al confine tra storia delle relazioni internazionali, storia transnazionale e storia dei media, mette in luce come la politica araba dell'Italia fascista fosse, nonostante le ambizioni imperiali, destinata al fallimento.
39,00
A. Motta, Cinema in camicia nera, Brossura 14 x 20,5 cm., pagg.260, Solfanelli 2016. E' possibile etichettare il cinema compreso tra gli anni Venti e gli anni Quaranta come cinema di regime tout court? E' un interrogativo di non facile risposta. Se è vero che gli anni del totalitarismo italiano continuano ad esercitare un ambiguo fascino, rivederte e ridiscutere alcune delle più significative pellicole dell'epoca, con lo sguardo ingenuo ma attento dello spettatore accorto, può costituire un'esperienza stimolante e coinvolgente. Una robusta parte teorica costituisce l'ossatura di un saggio agile e di facile lettura che, indugiando minuziosamente nelle fonti, tratteggia profili di artisti e operatori culturali, restituisce la voce ai protagonisti, seleziona le posizioni critiche più convincenti.
18,00
P. De Francisci, Civiltà romana, Brossura 13 x 21,5 cm., pagg. 389, molte ill. b/n, Novantico 2016. Ristampa di "Civiltà romana" di Pietro De Francisci che vide le stampe nel 1939 come manuale di formazione per i giovani che sarebbero stati i cittadini di domani, nel  momento di massimo consenso del Regime Fascista. L'edizione è arricchita da cinque brevi saggi di Mario Polia.
28,00
G. Valli, Sentimento del fascismo. Ambiguità esistenziale e coerenza poetica di Cesare Pavese, Brossura 13,5 x 21,5 cm. pagg. 156, Ritter Edizioni 2014. La pubblicazione, nell'agosto 1990, del "taccuino segreto" di Cesare Pavese ha riaperto la questione del senso e della genuinità dell'antifascismo pavesiano. Quelle note demoliscono non solo la corrente interpretazione data dallo scrittore di una abusata cultura resistenzialista, ma rivelano a chiare lettere la disonestà intellettuale e la miseria morale degli esponenti di quella cultura. Costituiscono inoltre il tassello mancante, la prova concretamente storico-politica dell'adesione di Pavese alla visione "pagana" del mondo, della quale è stato ultimo portatore il fascismo europeo. Se del piano "alto", ideologico-filosofico, del fascismo pavesiano hanno testimoniato i "Dialoghi con Leuco", le notazioni del "taccuino" riaffermano con lucidità e puntuale coerenza l'adesione di Pavese a quel complesso ideologico ed esistenziale. Che Pavese non sia poi riuscito a mantenersi fedele a quel suo essere e sentire, questo lo si deve imputare oltre che alla sua intima debolezza caratteriale, al clima di pratica repressione e di terrorismo culturale imposto nel dopoguerra dall'intellighenzia antifascista. In appendice il testo integrale del "taccuino segreto".
18,00
T. Kunnas, Il fascino del fascismo. L'adesione degli intellettuali europei, Brossura 17,5 x 25 cm., pagg. 574, Settimo Sigillo 2017. Il fascismo e il nazionalsocialismo rappresentano, per tutti oggi, il male assoluto compito consapevolmente. Eppure, nell'Europa tra le due guerre furono in molti, tanto tra l'intellighenzia quanto tra il popolo, ad essere attratti dai movimenti fascisti. Perchè il fascismo risultò tanto attraente? E perchè calamitò a sé individui dotati di talento e senso critico? Basandosi su un corpus di scritti letterari, articoli e fonti storiche e filosofiche straordinariamente vasto, il libro, analizza a fondo il trasporto di alcuni (oltre 80) intellettuali europei per il fascismo. Il libro dimostra che il pensiero fascista aveva sostenitori in tutta Europa, anche nei paesi nordici, e non solo nei paesi noti come suoi propugnatori, Germania e Italia. Il fascismo funse da legame tra correnti di pensiero e tendenze proprie dell'epoca: unì arte e religione, antisemitismo e forza vitale, filosofia e letteratura. Ammaliò intellettuali insigniti del premio Nobel quali Knut Hamsun e Luigi Pirandello e, per un breve periodo, anche il filosofo Martin Heidegger.  
48,00
A, Lombardi (a cura di), La Controbanda! Storia e operazioni del III Gruppo Esplorante Arditi e della Controbanda di Calice Ligure. Divisione F.M. San Marco, Brossura 17 x 24 cm., pagg. 308, fotografie, cartine e riproduzioni documenti b/n, Soldiershop 2017. Il III Gruppo Esplorante della Divisione Fanteria di Marina "San Marco" dell'Esercito Nazionale Repubblicano, derivante dal 10° Reggimento Arditi e comandato da Tenente Colonnello Vito Marcianò, contese con successo l'entroterra ligure e le Langhe ai partigiani dal 1944 al 1945. Le operazioni del Reparto sono qui ricostruite in dettaglio attraverso un bilanciato confronto di spesso contrastanti fonti edite e d'archivio, tra le quali il verbale del processo al Comandante Marcianò e a diversi membri dell'Esplorante, Asti 1947, qui riprodotto per la prima volta, integrate dalle voci relative al Gruppo del Diario di Guerra della Divisione e da un resoconto sulle sue azioni scritto nel dopoguerra dal Generale Comandante della "San Marco" Amilcare Farina. Un capitolo tratta poi il secondo reparto specializato nella controguerriglia della Divisione "San Marco", ossia la "Controbanda" del Tenente Costanzo Lunardini del III Battaglione del 6° Reggimento Fanteria di Marina, basata a Calice Ligure nel 1944 - 1945
29,00
C. Di Giorgi - E. Moriconi, Cantando "Giovinezza", Brossura 15 x 21 cm., pagg. 311, allegato CD musicale, Ritter Edizioni 2016. "Il nostro vuole essere un viaggio che, attraverso le parole e le note che si cantavano durante il Fascismo, ne colga lo spirito più puro e diretto. Ripercorreremo quindi la storia di testi e musiche che hanno costituito, per chi le ha scritte e cantate, lo specchio di un sentire legato a giorni in cui, comunque la si pensi, l'Italia era attraversata da emozioni forti, nella maggior parte dei casi spontanee, popolari e condivise" (le Autrici). Prefazione di Francesco Storace. Allegato CD musicale.
20,00
F. Ferrarotti, Futurismo come prefascismo. Emozione contro Ragione. Il filo rosso della storia italiana, Brossura 12 x 19,5 cm., pagg. 138, Solfanelli 2016. L'intento di questo libro consiste nel sottolineare una caratteristica fondamentale della storia italiana, un filo rosso che vede l'emozione contro la ragione, l'improvvisazione e i lazzi della commedia dell'arte, priva com'è noto di una trama, contro il calcolo razionale o, quanto meno, il progetto ragionevole. Il movimento futurista, che riflette la crisi della società elitaria, ha indubbie ricadute sociali e politiche, implica il passaggio da una liberal-democrazia di notabili a un regime democratico di massa, che paradossalmente trova nel fascismo il suo sbocco mortale e finisce per giustificare la dittatura. Il dialogo dei futuristi con i fascisti è intenso. Con il prevalere e il consolidarsi dei Fasci (dai quali Marinetti e altri futuristi si distaccheranno nella primavera del 1920) prende inizio la dissoluzione del futurismo in quanto effettivo movimento d'avanguardia.
12,00
M. Bozzi Sentieri, Filippo Corridoni. Sindacalismo e interventismo, Patria e lavoro, Brossura 13 x 21 cm., pagg. 133, Edizioni del Borghese 2015. Questo libro vuole essere un invito a ritrovare la figura di Corridoni nella complessità delle vicende e nell'agitarsi delle idee che segnarono la sua esistenza ed un'epoca intera. Non dunque una biografia cronologicamente ordinata, ma il tentativo di riannodare gli sfilacciati brandelli di una serie di suggestioni ideologiche e morali che segnarono Corridoni e una generazione irrequieta e ansiosa di trovare uno sbocco alle proprie passioni ideali, e di andare all'essenza del suo complesso cammino politico-sindacale, evidenziandone chiavi di lettura inusuali ed inaspettate.
16,00
Gerarchia, Rassegna mensile della Rivoluzione Fascista. anno 1939 gennaio-giugno, Brossura 17 x 21 cm., pagg. 500, alcune ill. b/n, AGA 2014. Agli inizi del 1922 vedeva la luce il mensile "Gerarchia", la "rivista politica di cultura" voluta da Benito MUssolini e che avrebbe seguito la parabola del suo fondatore uscendo con l'ultimo numero nel luglio 1943. Alla prestigiosa pubblicazione collaboreranno le migliori menti dell'epoca, come Berto Ricci, Margherita Sarfatti, Mario Appelius, Giuseppe Bottai, Curzio Malaparte, Nicolò Giani e molti altri. Il volume raccoglie la ristampa anastatica dei primi sei numeri del 1939.
28,00
Gerarchia. Rassegna mensile della Rivoluzione fascista. anno 1939 luglio - dicembre, Brossura 17 x 21 cm., pagg. 400, alcune ill. b/n, AGA 2015. Agli inizi del 1922 vedeva la luce il mensile "Gerarchia", la "rivista politica di cultura" voluta da Benito MUssolini e che avrebbe seguito la parabola del suo fondatore uscendo con l'ultimo numero nel luglio 1943. Alla prestigiosa pubblicazione collaboreranno le migliori menti dell'epoca, come Berto Ricci, Margherita Sarfatti, Mario Appelius, Giuseppe Bottai, Curzio Malaparte, Nicolò Giani e molti altri. Il volume raccoglie la ristampa anastatica dei sei numeri del 1939 che vanno da luglio a dicembre.
28,00
F. Carlesi, Rivoluzione sociale. "Critica fascista" e il Corporativismo, Brossura 15 x 21 cm., pagg. 364, AGA 2015. Tra le due guerre il corporativismo costituì per molti intellettuali italiani lan "nuova scienza economica" capace di porsi oltre le teorie economiche comuniste e liberali. Il quindicinale "Critica fascista", magistralmente diretto da Giuseppe Bottai, fu il palcoscenico privilegiato dai dibattiti su tutti i temi sociali dell'epoca: il ruolo del sindacato, la costruzione dell'edificio corporativo,lo studio economico dei paesi esteri, il Convegno di Ferrara, il rapporto con la Rivoluzione Francese e l'anticapitalismo tra i principali. Sergio Panunzio, Camillo Pellizzi, Ugo Spirito, Berto Ricci: solo un piccolo esempio dei molti protagonisti di questo profondo momento di riflessione economica, insuperato dall'Unità ai giorni nostri.
20,00
R. Mancini, Oltre destra e sinistra: il socialismo fascista, Brossura 14 x 21 cm., pagg. 261, Edizioni del Borghese 2015. In questo volume l'A. cerca di combattere alcuni dei luoghi comuni che sono stati tra i più dannosi per l'immagine nel mondo della rivoluzione fascista, soprattutto dopo la Seconda Guerra Mondiale. Dal 1945 il fascismo è stato visto quasi esclusivamente come un movimento di destra, reazionario e conservatore, connotato da una valenza politica da declinare solo in chiave anticomunista. Mediante un'attenta disamina del significvato dei termini "destra" e "sinistra" e un'accurata ricostruzione storica e concettuale del "neofascismo", l'A. si colloca sulla scia di una seriem di studi che hanno come oggetto il fascismo come movimento di sinistra e come forma peculiare di socialismo, alternativa sia al liberalcapitalismo che al collettivismo comunista. Prefazione di Mario Merlino.
15,00
P. Cappellari, Il fascismo ad Anzio e Nettuno 1919-1939. Una storia italiana, Brossura 17 x 24 cm., pagg. 284 di cui pagg. 30 di foto b/n e colore, Herald 2015. Frutto di una ricerca in archivi "inaccessibili" ai più e nella sempre più rada memoria collettiva, il libro, per la prima volta, ricostruisce la nascita del fascismo ad Anzio e Nettuno e il suo sviluppo; fa luce su personaggi "mitici" che la tradizione orale tramandava, ma dei quali nulla si sapeva. Fa inoltre una carrellata sulla vita quotidiana di quegli anni riscoprendo spaccati popolari di paesi che sorgevano allora sulla scena internazionale dopo il letargo ottocentesco: le prime grandi opere, la trasformazione urbanistica, la nascita delle attuali Anzio e Nettuno. Analizza inoltre nello specifico anche il movi8mento antifascista - scarso e marginale in paesi in cui l'adesione al Regime era presso9ché totale - ma che pure ebbe i suoi alfieri ideali e spunti interessanti come il tentativo di ricostituzione del Partito Comunista d'Italia del 1931.
20,00
M. Renzetti - F. Caciolo, Gli esuli in patria, Brossura 17 x 24 cm., pagg. 223 + 32 pagine di illustrazioni fuori testo, Settimo Sigillo 2015. Mariano Renzetti e Fernando Caciolo sono nati ad Anagni, rispettivamente il 26/12/26 e il 17/02/29 ed ambedue, dopo l’8 settembre si arruolarono nella Guardia Giovanile Legionaria del Battaglione “Camilluccia” formatosi a Roma che, accorpato in seguito al 63° Btg.ne “M”, darà luogo alla costituzione della Legione “M” Tagliamento, quale glorioso reparto combattente della R.S.I. Il 28/04/45, a seguito dell’improvviso crollo della R.S.I. si ritroveranno prigionieri dei partigiani, rischiando ambedue, sebbene in circostanze diverse, la fucilazione, alla quale riusciranno a sfuggire in maniera fortunosa. Il Caciolo in particolare, scampò fortunosamente all’“Eccidio di Rovetta”, nel quale trovarono la morte 43 giovanissimi militi della “Tagliamento”, attuato dai partigiani. Nell’immediato dopoguerra riprenderanno gli studi, diplomandosi ambedue geometri. Il Renzetti lavorerà per molti anni nel continente africano quale capocantiere di importanti società edili internazionali; il Caciolo, dopo alcuni anni di attività professionale, passerà alle dipendenze del Comune di Roma, uscendone, da pensionato, quale geometra direttivo. Entrambi, dopo aver contribuito alla costituzione del M.S.I., uscendo dalla clendestinità, vi militeranno per pochi anni, abbandonando l’attività politica per dedicarsi tenacemente al vano tentativo di rendere giustizia ai loro 43 commilitoni assassinati a Rovetta, quali prigionieri di guerra, e, quindi, ad una solitaria “battaglia culturale di revisione storica”, così come si evince nel presente volume.
22,00
R. Sidieri, L'umanesimo nazionale di Carlo Costamagna, Brossura 15 x 21 cm., pagg.143, Settimo Sigillo 2015. In un’epoca in cui lo Stato-Nazione e lo stesso concetto di sovranità sono bersaglio polemico dei fautori della società “liquida”, il pensiero di Carlo Costamagna costituisce un invito a rivalutarne il ruolo in una prospettiva di reintegrazione di comunità autenticamente umane e di superamento dell’economia come destino. La sua copiosa produzione scientifica si inserisce nel dibattito giuridico, politico e filosofico europeo e non in un ruolo marginale. Costamagna affronta la lunga e irreversibile crisi dello Stato liberale e le speranze suscitate dal fascismo, le polemiche sul corporativismo e la socializzazione, la costruzione di un’Europa come federazione di Nazioni in un quadro di giustizia sociale internazionale e il ruolo di un diritto nazionale e storico nel nuovo ordine che il fascismo avrebbe dovuto realizzare. Il libro si sofferma particolarmente sul Costamagna del dopoguerra, fondatore del Msi, e sulle sue battaglie politiche, sempre coerenti e intransigenti, ancora capaci di offrire visioni preveggenti e utili considerazioni sul presente.
15,00
V. Bonacci, Oltre la lotta di classe. Un'antologia. Brossura 13 x 21 cm., pagg. 174, Edizioni del Borghese 2015. Un'antologia volutamente eterogenea, eclettica e, se vogliamo, persino provocatoria, non sempre in un'ottica paternalista o conservatrice, ma spesso con una interessante lettura della evoluzione dei rapporti economici, a cominciare dalla Grande crisi del 1929.
17,00
R. Farinacci, Squadrismo dal mio diario della vigilia 1919 - 1922, Brossura 15 x 21 cm., pagg. 152, AGA 2014. Simbolo dello squadrismo, Farinacci è soprattutto il testimone dell'impressionante bufera che squassò da cima a fondo l'Italia per due anni, il 1919 e il 1920 - il biennio rosso, percorso drammaticamente da tumulti, scioperi, agitazioni e violenze d'ogni tipo, che portarono la nazione sull'orlo di una guerra civile, arginata soltanto grazie alla travolgente discesa in campo del Fascismo. E la sua vita coincide con la vita del Fascismo stesso, inteso come fondazione storica e culturale. Questi suoi fogli di diario cominciano a Milano, per la fondazione del fascio, fino al termine delle sanguinose ma vittoriose giornate rivoluzionarie di Cremona, nell'ottobre 1922.
14,00
R. Farinacci, Storia del Fascismo Tomo 1 -2, Due volumi indivisibili, brossura 15 x 21 cm., vol. 1° pp. 304 – vol. 2° pp. 256, AGA 2014. Questa Storia del Fascismo è la narrazione di un protagonista. Il suo maggior pregio risiede dunque nel suo rispecchiare il sentimento genuino di un idealista nella cornice di una narrazione non ostile così come sono la maggior parte di quelle prodotte dai cosiddetti storici. Tra il 1937 ed il 1939 Farinacci pubblicò, in tre poderosi volumi, la Storia della Rivoluzione Fascista — già nel 1940 la valutò «troppo greve per questi giovani frettolosi, avidi di azione» e decise di sfrondarla soprattutto nelle sue parti di complemento (come la storia risorgimentale) e ripubblicarla in volume unico come Storia del Fascismo che, appunto, la presente edizione riproduce in due tomi. Il primo tomo va dal 1919 alla vigilia della Marcia su Roma, e annovera tra le sue pagine un pregevole affresco dell’epopea fiumana oltre alla cronaca del periodo squadrista ante marcia. Il secondo tomo della Storia del Fascismo è incentrato sulla cronaca della Marcia su Roma, che l’Autore narra da protagonista di punta, e si avvale anch’esso — come il primo — di un’introduzione di Davide Gonzaga, laureatosi in Lettere all’Università degli Studi di Bologna con una pregevole tesi intitolata « “Il Regime Fascista”. Il quotidiano di Farinacci 1943-1945». In appendice, a compendio e completamento, si è deciso di inserire i sei discorsi che Benito Mussolini tenne nel 1922: l’ultimo discorso da deputato, poi i discorsi di Udine, Cremona, Milano e Napoli, e infine il primo discorso come presidente del Consiglio, a conclusione di una delle crisi più gravi mai attraversate dall’Italia.
28,00
J. Evola, Mito e realtà del fascismo. Scritti 1949 - 1964, Bossura 13 x 21 cm., pagg. 218, Edizioni del Borghese 2014. In questa raccolta di testi - ben trentacinque fra articoli e lunghi saggi - vi sono non soltanto analisi settoriali di alcuni aspetti dell'esperienza fascista, ma anche alquanto inusitati episodi (la superstizione di Mussolini, ad esempio, di cui lo stesso Evola fece le spese), ritratti di personaggi, polemiche (soprattutto sul corporativismo, la socializzazione, Gentile) e messe a punto (sul significato di Destra e Tradizione, per esempio), scelti fra i moltissimi che Evola scrisse nell'arco di un quindicennio, sino alle soglie del suo saggio per Volpe in cui nel 1964 sistematizzò quelle sue analisi ad uso di una nuova generazione politica. (a cura di Gianfranco de Turris).
18,00
A. Staderini, Fascisti a Roma. Il Partito nazionale Fascista nella capitale (1921 - 1943), Brossura 15 x 22 cm. pagg. 284, Carocci 2014. Alla une della prima guerra mondiale il clima a Roma non era particolarmente favorevole al fascismo. Tuttavia, nel progetto di Mussolini la città era destinata a diventare la vetrina del regime e il duce perseguì quest'obiettivo con determinazione. Roma fu così sottoposta a profonde trasformazioni urbanistiche: drastiche demolizioni si accompagnarono alla costruzione di opere monumentali volte a esaltare il mito della romanità. Mentre su tali aspetti non sono mancati studi importanti, un altro risvolto della presenza fascista nella capitale era stato sino ad ora poco studiato: l'affermazione del PNF in città attraverso i Gruppi rionali fascisti, diramazioni periferiche del partito sul territorio. Il volume, avvalendosi di una ricca documentazione archivistica e della stampa coeva, ripercorre l'articolato processo che portò il PNF dalle difficoltà iniziali al controllo totale della capitale. Un percorso non semplice, basato su controllo, assistenza e mobilitazione giovanile che fece di Roma un vero e proprio laboratorio totalitario.
23,00
F. Vincenti, Giuseppe Solaro il fascista che sfidò la FIAT e Wall Street, Brossura 15 x 21 cm., pagg. 312, alcune foto b/n, Ciclostile 2014. La biografia del più giovane federale della Rsi, uno tra i pochi a potersi recare sulle rive del lago di Garda al cospetto del Duce senza preavviso. Giuseppe Solaro, federale del Partito Fascista Repubblicano torinese, nei suoi 31 anni di vita ha rappresentato un'intera generazione che ha creduto sino in fondo a Mussolini. Studente lavoratore nel Guf, volontario in Spagna, organizzatore di appuntamenti culturali, una passione smisurata per le questione economiche che lo portarono a affrontare con lucidità tematiche ancora ricche di attualità come quello sulla sovranità monetaria, sui rapporti tra gli stati, sul futuro dell'Europa di cui auspicava la creazione di un Consiglio d'Europa, sulla cappa opprimente che gravava sui popoli per mano di una tecnocrazia finanziaria. Icona per i fascisti, spietato aguzzino per la retorica partigiana. Il tutto cristallizzato in una foto, quella finale dell'esecuzione. Il saggio di Fabrizio Vincenti, grazie alla consultazione di numerosi archivi, prova a fare luce per la prima volta sulla figura di un fascista dal cuore davvero rosso, ma non per questo meno fascista.
20,00
B. Ricci, La rivoluzione fascista, Brossura 15 x 21 cm. pagg. 196, AGA 2014. Nuova edizione che, oltre a salvare l'impostazione della prima edizione del 1996 curata da Attilio Cucchi e Gastone Galante, viene completata da una seconda parte con nuovi testi. Lo scrittore toscano, esempio di una disciplina militante esemplare, di un'intransigenza incarnata, di una coerenza scintillante, lascia ai posteri il messaggio di una libertà saldata alla responsabilità, di un coraggio delle proprie idee unito ad un rigore esistenziale con pochi eguali. Tornare a leggerlo offre un metro di misura di ciò che è grandezza e genialità. Oltre ai testi di Berto Ricci saggi di Julius Evola, Roberto Farinacci, Beppe Niccolai.
19,00
G. Valli, Sentimento del fascismo. Ambiguità esistenziale e coerenza poetica di Cesare Pavese, Brossura 13,5 x 21,5 cm. pagg. 156, Ritter Edizioni 2014. La pubblicazione, nell'agosto 1990, del "taccuino segreto" di Cesare Pavese ha riaperto la questione del senso e della genuinità dell'antifascismo pavesiano. Quelle note demoliscono non solo la corrente interpretazione data dallo scrittore di una abusata cultura resistenzialista, ma rivelano a chiare lettere la disonestà intellettuale e la miseria morale degli esponenti di quella cultura. Costituiscono inoltre il tassello mancante, la prova concretamente storico-politica dell'adesione di Pavese alla visione "pagana" del mondo, della quale è stato ultimo portatore il fascismo europeo. Se del piano "alto", ideologico-filosofico, del fascismo pavesiano hanno testimoniato i "Dialoghi con Leuco", le notazioni del "taccuino" riaffermano con lucidità e puntuale coerenza l'adesione di Pavese a quel complesso ideologico ed esistenziale. Che Pavese non sia poi riuscito a mantenersi fedele a quel suo essere e sentire, questo lo si deve imputare oltre che alla sua intima debolezza caratteriale, al clima di pratica repressione e di terrorismo culturale imposto nel dopoguerra dall'intellighenzia antifascista. In appendice il testo integrale del "taccuino segreto".
18,00
F. Anfusio, Da Palazzo Venezia al Lago di Garda (1936 - 1945), Brossura 12 x 20 cm. pagg. 572, Settimo Sigillo 2013. Anfuso fu ambasciatore a Berlino negli ultimi due anni della guerra: testimone di una estrema fedeltà alla politica dell'Asse? a Mussolini? all'Italia? alla sua coscienza di italiano galantuomo? Nella risposta multipla e complessa già si delinea il ritratto dell'autore di questo libro di ricordi, ora ripubblicato, che racconta la sua straordinaria e intelligente avventura, umana prima ancora che politica. Il libro finisce con la fine della guerra, la vita di Anfuso continua con l'arresto, la prigionia, la scarcerazione, l'assoluzione.
30,00
R. Pallavidini, Fascismo o fascismi? Storia dell'Italia mussoliniana (1912 - 1945), Brossura 15 x 21 cm. pagg. 201, All'insegna del Veltro 2013. Il saggio ricostruisce il percorso socialista di Mussolini nel quadro organico delle dispute e delle contraddizioni della II Internazionale, in particolare per quanto concerne quell'interpretazione determinista del materialismo storico che generava l'immobilismo politico. In tale contensto la scelta interventista si configura come un tentativo di scuotere le forze socialiste e porle sul terreno dell'iniziativa politica concreta. Dopo la guerra Mussolini e i suoi collaboratori tengono a battesimo il fascismo, che improvvisamente nel 1921 diventa un movimento di massa indisciplinato e violento. Mussolini cerca di governarlo, di correggerne gli sbandamenti e farze sostanzialmente una socialdemocrazia nazionalista, ma venne obbligato dalla forte presenza conservatrice a costruire gradualmente un regime di massa autoritario e conservatore. Tuttavia restavano ambienti fascisti che non avevano rinunciato ad una rivoluzione sociale e spirituale antiborghese che presero sempre più consistenza ma vennero bloccati dalla politica estera. Nel complesso il fascismo fu la sintesi di elementi diversi e contradditori.
18,00
A. D'ascanio, Storia dell'A.L.B.A. Un tentativo autarchico di politica petrolifera nell'Italia dei primi anni Quaranta, Brossura 14 x 20,5 pagg. 183, Solfanelli 2013. Nel corso del 1941, IRI e AGIP furono incaricati dal regime di installare un impianto di estrazione di oli combustibili sulla Maiella, nel cuore del bacino minerario asfaltifero abruzzese. L'ambizioso tentativo fu bruscamente arrestato dal deflagrare inarrestabile delle operazioni belliche sul suolo nazionale e dall'occupazione tedesca degli impianti in costruzione. Nel dopoguerra il sito individuato sarebbe stato lasciato nel più completo abbandono. Nonostante tale fallimentare epilogo, la ricostruzione della vicenda A.L.B.A. (Azienda Lavorazione Bitumi Asfalti), oltre a permettere di osservare il processo di razonalizzazione del bacino minerario della Maiella messo in atto dal regime fascista, consente di analizzare in concreto un caso di politica industriale gestito da IRI e AGIP nelle particolari forme che l'intervento pubblico in economia assunse nell'Italia del tempo, tra velleità corporative, propositi autarchici, incentivi e vincoli dell'economia di guerra.
14,00
P. Cappellari (a cura di), Marciare su Roma. Atti del Convegno di Studi storici del Comitato Pro 90° Anniversario della Marcia su Roma, Brossura 17 x 24 pagg. 582, Herald 2013. Atti del Convegno dedicato alla Marcia su Roma nel 90° anniversario, promosso con il preciso intento di riproporre al centro della storia d'Italia questo evento assolutamente epocale, smantellando, in un sol colpo, decenni di menzogne e interpretazioni grossolane.
25,00
G. Marizza, Diecimila italiani dimenticati in India. La Repubblica Fascista dell'Himalaya 1941 - 1947, Brossura 17 x 24 cm. pagg. 94, Herald 2012. Situato a circa 1.800 metri di altezza alle pendici dell'Himalaya, in quella parte dell'India che si incunea tra il Tibet e l'Afghanistan, il Campo Yol ospitava - insieme a prigionieri di altri paesi - 10.000 ufficiali italiani di tutte le armi catturati dagli inglesi durante la II guerra mondiale, moltissimi nel gennaio del 1941 in Africa settentrionale. Catturati quindi all'inizio della guerra, i prigionieri italiani sacrificarono sei lunghi anni della loro vita. Nonostante ciò, a Yol regnarono sovrani lo spirito d'intraprendenza e soprattutto di inventiva, che servirono ai prigionieri sia a migliorare la vita nel campo che ad accrescere le proprie conoscenze in studi, discipline scientifiche, finanziarie, letterarie, artistiche e sportive, e tante altre attività in cui era indispensabile impegnarsi per non perdersi d'animo, per non perdere la ragione, per avere un obiettivo.
15,00
F. Sparacino, I Gruppi rionali fascisti di Milano 1919 - 1945, Brossura 21 x 30 cm. pagg. 319 completamente illustrato b/n e colore, Ritter Edizioni 2013. Questo volume, ideato e realizzato da un collezionista per tutti gli appassionati di storia de Novecento e per i ricercatori dei suoi cimeli, è organizzato in maniera tale da soddisfare una vasta schiera di collezionisti. Si tratta della narrazione storica della vicenda di ogni singolo Gruppo rionale fascista, ripresa fedelmente dalle pagine de Il Popolo d’Italia e corredata da più di mille immagini relative a oggetti rari e talvolta sconosciuti. Inoltre un’ampia documentazione fotografica percorre la storia del movimento fascista, a cui Milano diede i natali, dagli albori alla costituzione dei Gruppi rionali, emanazione diretta del P.N.F., che ebbero lo scopo di penetrare con maggiore incisione, a tutti i livelli, nel tessuto sociale dell’Italia di quegli anni.
60,00
M. Triggiani, La Rivoluzione conservatrice alle origini del fascismo. Papini, Prezzolini, Soffici e la Rivolta dello Spirito, Brossura 13 x 21 cm., pagg. 230, Edizioni del Borghese 2015. Antologia di scritti di autori che hanno avuto una notevole importanza per la cultura italiana: hanno rivoluzionato il panorama culturale italiano contribuendo a cambiare la percezione che i giovani avevano della realtà del loro tempo. Lasciarono un segno che solamente una cultura senza punti di riferimento tende oggi a non considerare, a non conoscere, a far dimenticare. Ma l'opera di questi intellettuali resta una delle imprese maggiori della storia del giornalismo e della cultura letteraria e politica d'Italia.
17,00
C. Marsilio, Muri in camicia nera, brossura 16 x 23 pag. 175 oltre 300 fotografie a colori, Settimo Sigillo 2012. A cavallo degli anni '30 l'intera Penisola divenne un muto da affrescare e oggi, dopo 70 anni dalla caduta del Regime Fascista, i motti fascisti riemergono dall'oblio, straordinaria testimonianza di storia minore dell'Italia. Questo ibro tratta della genesi di questa straordinaria forma di propaganda, dalla selezione dei motti estrapolati dai discorsi di Mussolini fino alla stesura sull'intonaco e alle tecniche di realizzazione. Circoscritto per facilità di ricerca alla egione Abruzzo (per motivi che l'Autore indica nel capitolo introduttivo) il testo spazia dallo studio di tale strumento politico d'indottrinamento dele masse all'analisi dei documenti storici dell'Archivio Centrale dello Stato e d'Abruzzo, senza tralasciare la campagna per la defascistizzazione dell'Italia e le scritte vergate sui muri per il referendum Monarchia-repubblica o delle Classi in partenza per il militare o la Guerra. Il libro è largamente dotato di fotografie originali che ritraggono i motti sopravvissuti sulle facciate delle case oltre a monumenti, targhe commemorative e quant'altro resistito fino ai giorni nostri dalla fine della Seconda Guerra Mondiale.
18,00
M. Soldani, L'ultimo poeta armato. Alessandro Pavolini segretario del P.F.R., Brossura 15 x 21 pag. 436, SEB 2012. Nuova edizione, rinnovata e arricchita, in pratica un libro quasi completamente nuovo, di un classico della storiografia "non conforme" dedicato ad uno dei personaggi più complessi della storia del fascismo, che da vitale organizzatore di cultura divenne intransigente segretario del P.F.R. Il Pavolini che squadrista, giornalista, intellettuale, gerarca, soldato perseguirà sempre la rivoluzione continua, ovvero la lotta permanente del regime mussoliniano contro i suoi nemici, il rifiuto di conferire al fascismo il compito di mero restauratore dell'ordine, l'inesausto spirito antiborghese, il progresso sociale senza sosta. Quello di Pavolini è un fascismo che non ripone nell'armadio la vecchia camicia nera in vista di una qualche normalizzazione, ma che anzi intende perpeturare lo spirito irriverente e battagliero delle prime squadre d'azione. Tanto da poter escalamare, agli albori di quella esperienza di fuoco e acciaio che fu la Repubblica Sociale Italiana: "Camerati si ricomincia... Lo squadrismo è stato la primavera della nostra vita. Chi è stato squadrista una volta, lo è per sempre".
24,00
A. Romualdi, Il fascismo come fenomeno europeo, Brossura 15 x 21 pagg. 169 alcune foto b/n, Settimo Sigillo 2012. Questo contributo di Adriano Romualdi si rivela di particolare interesse per il taglio storiografico con cui l'aromento viene affrontato, integrato, come è, da una continua attenzione verso l'aspetto ideologico, e nella specificità della prospettiva europea in cui il fascismo viene oculatamente inserito, cogliendone le radici culturali nella civiltà del vecchio continente e in particolar odo nel romanticismo ottocentesco. La modernità del fenomeno fascista, che pur si alimenta dell'humus spirituale e culturale dell'Europa, è colto lucidamente dallo studioso nel suo tentativo di socializzare i valori tradizionali, riproponendoli nell'era della modernizzazione e della massificazione, al fine di "reintegrare i diseredati nella proprietà, nella famiglia, nella patria".
20,00
R. Roggero, Storia militare del Fascismo vol. 1: le battaglie del Nord Africa dall'impresa di Libia alla resa italo-tedesca 1940-1943, Brossura 14,5 x 20,5 cm. pag. 326 con alcune foto b/n, Chillemi 2012. L'Esercito italiano in Libia, forte di 220.000 uomini, nel settembre del 1940 invaderà l’Egitto, difeso da poco più di 40.000 soldati inglesi, con lo scopo di impossessarsi del canale di Suez. Così inizia una descrizione appassionante di tutte le battaglie del Nord Africa, dei protagonisti, delle azioni e della politica fino alla resa italo-tedesca. Con questo volume inizia un’avventura storica che porterà il lettore attraverso i campi di battaglia che videro protagoniste le truppe italiane e i loro comandanti.
24,00
P. Vassallo, Il fascismo e la tradizione italiana, Brossura 14 x 20,5 pag. 151, Solfanelli 2012. La demonizzazione del fascismo proietta un'ombra infamante su tutte le espressioni del pensiero italiano ma l'uscita della tradizione italiana dagli ingranaggi della censura non è possibile senza accettazione della verità storica sul fascismo e sui cattolici consenzienti. Il presente saggio è inteso a riabilitare le ragioni dei prelati e degli intellettuali cattolici che avviarono un costruttivo dialogo con il fascismo. La loro aprioristica condanna è il vettore della deportazione cattolica nel margine abitato dalla scolastica bolognese e intitolato alla subalternità ad ogni costo.
12,00
J. Gooch, Mussolini e i suoi generali, Brossura 14 x 21 cm. pag. 764, LEG 2011. "Un uomo, e un uomo da solo, portò l'Italia in guerra", disse Winston Churchill. In Mussolini e i suoi generali, John Gooch illustra da una nuova prospettiva come la catastrofe che sconvolse l'Italia nella Seconda guerra mondiale non fu causata dalla dissennatezza di un uomo, ma fu il risultato di un fallimento collettivo, maturato agli alti livelli di comando. Attingendo a documenti poco noti provenienti dagli archivi delle forze armate italiane, Gooch rivela nel dettaglio, e nella loro interezza, i piani dell'esercito, della marina e dell'aeronautica, analizzando lo stretto legame tra la politica militare fascista e gli affari esteri del regime tra il 1922 e il 1940. Esaminando contraddizioni irrisolte e bizzarre "ispirazioni" politiche, Gooch delinea un quadro unico per ricchezza di fonti e indispensabile sia per la comprensione del periodo interbellico, sia per la responsabilità delle scelte, spesso frutto di irrazionalità e incompetenza, che indubbiamente Mussolini ebbe, ma che i suoi generali in parte condivisero.
45,00
V. Fratta, Anue. La tentazione fascista nel Brasile degli anni Trenta, Brossura 17 x 24 cm. pag. 158 + 16 di foto b/n, Settimo Sigillo 2011. All'inizio degli anni Trenta il regime di Mussolini gode di grande consenso, la sua visione del mondo e il suo modello economico sono studiati in tutto il mondo e il giornalista e scrittore Plinio Salgado, ispirandosi a questo esempio, riunisce intorno a sé il meglio di quanto il Brasile poteva offrire in termini di pensiero, etica e contatto con l'anima nazionale, dando vita nel 1932 all'Açao Integralista Brasileira. Il libro ripercorre la genesi culturale e politica e lo sviluppo dell'Aib, soffermandosi sulla figura dei principali leader, la struttura e i rituali del partito, i rapporti con il Governo italiano, la fine del movimento e le vicende degli integralisti nel dopoguerra. Un capitolo dedicato all'Italia e quello in appendice, che narra il percorso successivo di Miguel Reale, gettano una luce sulle tappe dell'immigrazione italiana e sui contributi dei nostri connazionali allo sviluppo del Brasile moderno.
20,00
P. Rizza, La Falange spagnola. Origine ed essenza di un movimento rivoluzionario, Brossura 12,5 x 18 cm. pag. 108, Solfanelli 2011. Collocandosi autonomamente tra le tendenze rivoluzionarie che nel Ventesimo secolo sfidarono il capitalismo e il comunismo, la Falange spagnola di Josè Antonio Primo de Rivera ha saputo esemplificare in termini etico-politici una vigorosa reazione alla sovversione anti-tradizionale. Il suo riferimento ad una milizia vissuta con il fervore di una sincera disposizione ascetico-religiosa, ha rappresentato la cornice adatta per la riaffermazione di una società depurata da contaminazioni materialistiche e protesa al compimento di una rivoluzione cementata da una viva coscienza del primato dei valori dello spirito.
10,00
F. Di Lalla, Immagini dell'Impero. Storia fotografica degli Italiani in A.O.I., Brossura 17 x 24 cm. pag. 332 interamente illustrate con foto b/n + 16 a colori, Solfanelli 2011. La descrizione dell’avventura fascista in Africa Orientale, attraverso una notevole mole d’immagini coordinate su un percorso narrativo, rappresenta una novità nella saggistica. Finora, infatti, sono state rare le opere che hanno utilizzato questo mezzo documentale e nei pochi casi in cui ciò è avvenuto, la scelta ha riguardato aspetti guerreschi, diplomatici o politici, mentre è stato riservato uno spazio non adeguato all’umanità indistinta che ha vissuto quei fatti. L’autore, invece, seguendo le orme del suo precedente saggio, ha descritto visivamente i vari aspetti della vita dei nostri connazionali in terra d’Africa, che laggiù hanno compiuto opere notevoli e azioni nefande, e i loro rapporti con il mondo indigeno, nel loro cammino breve e drammatico verso la conclusione dell’avventura con un ritmo quasi cinematografico. Tutto questo è stato il frutto di una lunga e difficile ricerca per reperire la documentazione visiva necessaria. Purtroppo in questa indagine non ha potuto contare molto sul materiale delle varie fototeche esistenti nel nostro paese. Infatti, pur essendo notevole, soprattutto nell’archivio dell’Istituto Luce, riguarda in prevalenza eventi politici e militari mentre poco c’è sulla massa dei nostri connazionali dell’impero. Ha trovato, invece, molto più materiale su tale argomento nella pubblicistica periodica coloniale dell’epoca, spesso di ottima fattura. Tali periodici, infatti, erano quasi tutti editi dall’Ufficio Studi del Ministero dell’Africa Italiana, dove confluiva il materiale fotografico della sezione Luce A.O.I.. Con la caduta del fascismo, l’armistizio e il trasferimento al nord di gran parte della documentazione, molto materiale è andato disperso in mille rivoli. Un ulteriore supporto è derivato all’autore dalla propria fototeca costruita nel corso degli anni. Nonostante tutte le difficoltà incontrate, ci pare che questo saggio, con l’inversione dei ruoli tra immagine e scritto, raggiunga l’intento di dare al lettore una concreta testimonianza, organica e originale, della società italiana in formazione in A.O.I. in tutti i suoi aspetti anche quelli apparentemente secondari del vivere quotidiana, con la descrizione del tragico percorso di questi nostri connazionali dal loro approdo in Africa alla triste conclusione della sconfitta con le sofferenze ad essa connesse.
30,00
A.M. Colini, Il fascio littorio, Brossura 17 x 24 cm. pag. 248 con molte illustrazioni b/n, Ritter Edizioni 2011. Il fascio littorio, riedizione anastatica di un volume pubblicato nel 1933 a cura di Antonio M. Colini, collaboratore qualificato dell’allora Museo dell’Impero, ripercorre in maniera completa ed esauriente la storia del simbolo della potenza imperiale romana. Il suo significato è infatti illustrato sia dal punto di vista del valore simbolico, sia per quanto riguarda le memorie e rappresentazioni di queste insigna imperii in monete, bassorilievi, statue e monumenti di vario genere. La prima parte dell’opera descrive dettagliatamente l’origine e la forma dei fasci romani e la loro attribuzione a littori e magistrati a seconda della loro funzione istituzionale, del loro ruolo e del particolare momento storico. Il libro passa poi, nella seconda parte, a descrivere con minuziosa e documentata attenzione, la presenza dei fasci littori nei monumenti dell’arte antica, indicandone la provenienza zona per zona e illustrandoli nel dettaglio sia quanto alle costruzioni principali, sia quanto a monumenti minori e frammenti isolati. A completare l’opera vi sono infine un capitolo dedicato alle monete ed una serie completa di tavole illustrative, che rendono il libro estremamente interessante non solo per gli storici ma anche per i curiosi e gli appassionati.
24,00
M. Carli, Arditismo, Brossura 13,5 x 21,5 cm. pag. 100, Ritter Edizioni 2011. Ad uno sguardo complessivo sulle varie componenti che formarono il Fascismo originario, l’Arditismo appare ricoprire un ruolo fondamentale. Costituito da quegli uomini scelti che nell’ultimo anno di guerra avevano formato i reparti di assaltatori volontari, all’indomani della fine della guerra l’Arditismo si pose il problema della ricollocazione di migliaia di uomini nel contesto della società civile. Rifiutata la soppressione del Corpo come speciale arma dell’esercito, gli Arditi ne rifiutarono anche l’apoliticità e la messa ai margini in un contesto, quello dell’immediato dopoguerra, ad alto tasso di conflittualità politica e sociale. La simbiosi fra Arditismo e Futurismo, rivendicata da Carli (che era futurista sin dall’anteguerra, e in amicizia con Marinetti), ci parla da sola dell’ideologia politica che innervava quel fenomeno combattentistico. Culto dell’azione, esaltazione dell’aristocrazia guerriera, mito assoluto dell’Italianità, esaltazione dell’ostilità al mondo borghese e conservatore, alla Chiesa. In sede storiografica, l’identificazione fra Arditismo e Fascismo è stata stabilita nel senso di una vera e propria simbiosi. Ma non mancarono, tuttavia, attriti e incomprensioni, a far data dalla fine del 1920 e per tutto il 1921, quando la creazione del PNF sulle ceneri dei Fasci di Combattimento comportò la nota “virata a destra” della strategia politica mussoliniana. Ma si trattò di una divergenza sui modi di condurre il disegno politico e non sui valori di fondo. Questa collocazione era il pendant dell’antisocialismo, che proprio in quel 1919 si era manifestato con violenza insurrezionale nel corso del giorno 15 aprile, durante la famosa “battaglia di via Mercanti”: la distruzione e l’incendio della sede dell’Avanti! con la partecipazione congiunta di Fascisti, Arditi e Futuristi, tra i quali non mancò Marinetti.
14,00
U. Giuliani-Balestrino, Il carteggio Churchill-Mussolini alla luce del processo Guareschi, Brossura 15 x 21 cm. pag. 219 con alcune riproduzioni di documenti, Settimo Sigillo 2010. Nel processo Guareschi avvennero gravissime irregolarità: fu negata la perizia grafica e chimica e non furono ascoltati i testi della difesa. Guareschi scontò oltre un anno di carcere solo sulla base della testimonianza di De Gasperi, poi rivelatasi falsa. Nel presente saggio l'Autore, un giurista, pone in luce le illegalità e le assurdità del processo dimostrando che con esso si volle criminalizzare il carteggio tra Mussolini e Churchill. Evidentemente il carteggio conteneva accordi precisi visto che Mussolini disse più volte "queste carte valgono una guerra vinta". In sintesi il volume convalida l'ormai nota teoria della pista inglese secondo cui fu Churchill a far uccidere il capo del Fascismo e la Petacci.
20,00
F. Giannini, Benito Mussolini nell'Italia dei miracoli, Brossura 17 x 24 cm. pag. 264, Solfanelli 2010. L'intento di questo libro è quello di mostrare la faccia di Benito Mussolini che pochi ricordano, non l'uomo di stato, ma l'uomo animato veramente da un profondo impulso di umanità, l'uomo che ha sempre vissuto modestamente, l'uomo che parlava con gli operai e i contadini. Il bilancio del suo governo ha un nome: sono strade, ferrovie, canali di irrigazione, centrali elettriche, scuole, stadi, aeroporti, porti, ospedali, sanatori, bonifiche, industrie, commercio, espansione economica, lotta contro la malaria, battaglia del grano, Carta del Lavoro, Corporazioni, Dopolavoro, Opera Maternità e Infanzia, Carta della Scuola, Codici mussoliniani, Patti Lateranensi.
22,00
P. Drieu La Rochelle, Socialismo fascista, Brossura 13,5 x 21,5 cm. pag. 236, Ritter Edizioni 2009. Destra e sinistra sono legate fra loro, sono gli ingranaggi di uno stesso meccanismo: l'una ha bisogno dell'altra ed entrambe hanno bisogno di ciò che rispettivamente combattono. Questo l'asse intorno a cui ruota Socialismo fascista. Libro che i contemporanei aggrediscono dal momento che hanno deciso si tratti di un breviario di certezze, ha scritto di esso Julien Benda. In effetti, poche opere hanno ottenuto tanto successo (cinque edizioni in due mesi) ed hanno suscitato allostesso tempo tanta irritazione in tutti i settori della politica ufficiale. Nulla di strano: i più "non si preocupano di capire, vogliono essere salvati". E Drieu vuole che si salvino, tutta la sua vita è stata una lotta contro la morte dell'uomo e dell'Europa, ma crede che la salvezza debba essere conquistata e non ricevuta in dono. Per conquistarla bisogna capire il meccanismo del sistema politico che ci minaccia poichè, solo ciò potrà permettere di trovare l'alternativa al potere che esso esprime. Quale sia questa alternativa e quanto sia vana e fuorviante la speranza in una dittatura è il tema di Socialismo Fascista, libro di transizione, testimonianza di una scelta che fa di esso e di tutta l'opera di Drieu un documento politico ed umano eccezionale, reso drammatico dall'epilogo di una esistenza vissuta in perfetta coerenza con quello che per Drieu era il dovere dell'intellettuale: andare al di là del contingente, tentare cammini rischiosi, percorrere tutte le strade possibili della storia.
20,00
M. Gozzoli, Popoli al bivio Movimenti fascisti e resistenza nella II guerra mondiale, Copertina cartonata con sovracoperta a colori, 21x30 cm, pag. 512 + 32 di foto b/n fuori testo, Ritter Edizioni 2006. La Seconda Guerra Mondiale non fù soltanto uno scontro tra potenze: essa sconvolse, al loro interno, decine di nazionalità. "Popoli al Bivio", analizza le scelte all'interno dei vari popoli nel corso dello scontro: i movimenti nazionalpopolari e collaborazionisti, le resistenze antifasciste, le Forze Armate dei paesi alleati del tripartito, quelle costituite in esilio dai paesi occupati, lo smisurato fenomeno volontaristico nello schieramento dell'Asse, la tragica violenza delle guerre civili, l'impegno di uomini politici e di cultura contro il governo del proprio paese in onta ad un destino di galera e di morte.
50,00
E. Mastrangelo, I canti del Littorio. Storia del Fascismo attraverso le canzoni, Brossura, 15,5 x 21,5 cm., pag. 262 con molte illustrazioni b/n nel testo, Lo Scarabeo 2006. Il Fascismo forse più d'ogni altro fenomeno politico si è espresso attraverso il canto: dalle canzoni intonate fra le trincee della Grande Guerra a quelle gridate a squarciagola durante le "spedizioni punitive" della fase rivoluzionaria; dall' innodia quasi religiosa che ha punteggiato ogni iniziativa di massa del Regime al vortice entusiastico di canzoni per l'impresa africana, per finire con il canto rabbioso e sentimentale del crepuscolo di Salò. "Giovinezza", "All' armi, siam fascisti!", "Faccetta nera", "Le donne non ci vogliono più bene"....canti scritti da soldati per altri soldati, da squadristi per altri squadristi, da italiani per altri italiani.
22,00
K. Caesar, Romano il Legionario Riedizione integrale del celebre fumetto, Brossura, 21x30 cm, 216 pagine a colori, Ritter Edizioni 2004. Riedizione integrale a colori di tutte le dieci storie del capolavoro a fumetti del grande illustratore italiano. Profilo biografico e saggio sul fumetto a cura di Ernesto Zucconi e Gianfranco De Turris.
45,00
Divise del P.N.F. La più completa opera uniformologica sul P.N.F., copertina cartonata, 21x30cm, 144 pagine, Ritter Edizioni 2003. Per la prima volta nel dopoguerra vengono pubblicate le disposizioni ufficiali del Partito Nazionale Fascista sulla composizione e l’utilizzo delle divise del partito. Ogni disposizione è accompagnata dalla riproduzione a colori del figurino originale dell’Istituto Nazionale della Moda di Torino.
40,00
F. Marasti, Il Fascismo rurale. Arrigo Serpieri e la bonifica integrale, Brossura 15 x 21 cm. pag. 280, Settimo Sigillo 2001. Attraverso la storia di quest'uomo, peraltro croce di guerra oltre che accademico e cattedratico, principale protagonista delle bonifiche in Italia (ricordiamo anche il suo fondamentale ruolo nella battaglia del grano) e precursore della sociologia in Italia, il volume descrive il contesto storico e agricolo in cui operò il fascismo, leggendo dal suo punto di vista la situazione economica e politica nazionale confrontandola con quella estera. Egli fu teorico ed artefice dell'impresa che portò nel solo Agro Pontino alla creazione di 5 nuove cittadine e 18 borgate: la Bonifica Integrale dell' Italia che all'epo era una realtà prevalentemente rurale sia economicamente che a livello di mentalità e costumi. Il libro, attraverso un'analisi scientifica dei dati e delle fonti offre un quadro organico dell'Italia agricola, perchè non si può capire il fascismo se non se ne conoscono gli aspetti rurali.
20,00