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PRIMA GUERRA MONDIALE

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Di Filippo S., Ogni viltà convien che qui sia morta. I reparti d'assalto italiani nella Grande Guerra attraverso le parole e le immagini dei periodici illustrati e dei giornali di trincea, "La Domenica del Corriere", "L'Illustrazione Italiana" e "La Tribuna Illustrata" furono i periodici più letti all'inizio del Novecento nel territorio nazionale. Essi rispecchiavano i costumi di una società unitaria ancora in fase embrionale e catalizzavano i gusti, le aspettative e le notizie dominanti. Nel 1915, con l'entrata in guerra dell'Italia a fianco dell'Intesa, servirono come canale di propaganda per indirizzare il consenso della popolazione. Scopo di questa ricerca è l'individuazione della figura dell'Ardito assaltatore - la nuova tipologia di soldato offensivo che fu creata durante il 1917 con lo scopo di modificare le sorti di una guerra compromessa dopo Caporetto - nella rappresentazione dei periodici dell'epoca. La consultazione dei periodici del tempo è circoscritta ad un arco temporale compreso tra la creazione dei Reparti d'Assalto, e quindi con l'entrata in scena della figura dell'Ardito cioè di un soldato volontario, opportunamente addestrato ad essere prettamente offensivo ed aggressivo che marcatamente si differenziava dai soldati dell'esercito regolare, alla battaglia di Vittorio Veneto con la vittoria finale della guerra da parte del Regio Esercito Italiano. Brossura, 15,5 x 22 cm,, 218 pagine, ill. b/n e colore, Italia Storica, 2018 
€ 26,00
Murphy D., Lawrence d Arabia.Thomas Edward Lawrence, noto ai più come Lawrence d’Arabia, è un’icona del XX secolo. Da giovane ufficiale addetto ad un’oscura posizione nello Stato Maggiore divenne esponente rispettato e temuto della guerriglia, dimostrandosi capace di tenere unite le varie tribù arabe e guidarle nella rivolta contro gli ottomani. Resta ancora oggi una figura di riferimento in materia di guerriglia e tattiche militari nel deserto, e i suoi metodi sono tuttora oggetto di studio. In questo testo David Murphy ripercorre la vita di una persona straordinaria e racconta alcuni dettagli delle sue imprese militari facendo un po’ di luce sull’uomo vero dietro la leggenda, su una personalità complessa e a volte contraddittoria. Brossura, formato 17 x 24 cm, 109 pagine, illustrato a colori e in b/n, Libreria Editrice Goriziana, 2017
€ 15,00
Goglio F., Di qui non si passa. Alpini d'Italia, Le più grandi battaglie e la lunga storia degli Alpini d'Italia, dalla fondazione ad oggi, raccontate anche attraverso lo straordinario contributo di oltre cento fotografie completamente inedite, a colori, dei luoghi simbolo dei combattimenti degli Alpini nella Grande Guerra. Un'opera completa per addentrarsi in una delle più gloriose storie d'Italia. Un viaggio sui campi di battaglia trasformati oggi in silenziosi musei all'aperto, testimonianza dell'impegno e del sacrificio di soldati italiani mossi dall'ideale e dal radicato senso del dovere. Di qui non si passa! Alpini d'Italia. Copertina cartonata, formato 21,5 x 30 cm, 133 pagine, 100 ill. a colori a tutta pagina, Ritter Edizioni, 2016 
€ 30,00
  Federazione Nazionale Arditi d'Italia - Sezione di Trieste, Arditismo Giuliano, L'opera nasce da una ricerca storica condotta su quei volontari giuliano-dalmati della Grande Guerra che scelsero di combattere per la Patria e la Libertà nella specialità del regio Esercito più rischiosa, assurta unanimamente a simbolo di valore, eroismo e sacrificio: gli Arditi. Gli stessi che, alla fine delle ostilità, assieme a volontari da tutt'Italia, seguirono Gabriele D'Annunzio nell'epica impresa di Fiume. Questa pubblicazione - completamente illustrata con fotografie e riproduzioni di documenti e manifesti - non intende essere uno sterile elenco di nomi e di fatti, ma l'apertura di una pagina virtuale su personaggi e avvenimenti poco conosciuti o, peggio, dimenticati e sullo spirito patriottico che animò la generazione protagonista di quel periodo. Brossura, Formato 21 x 29,5 cm, 205 pagine, completamente ill. colori e b/n, Ritter Edizioni, 2014
€ 38,00
Carli M., Arditismo, Ad uno sguardo complessivo sulle varie componenti che formarono il Fascismo originario, l’Arditismo appare ricoprire un ruolo fondamentale. Costituito da quegli uomini scelti che nell’ultimo anno di guerra avevano formato i reparti di assaltatori volontari, all’indomani della fine della guerra l’Arditismo si pose il problema della ricollocazione di migliaia di uomini nel contesto della società civile. Rifiutata la soppressione del Corpo come speciale arma dell’esercito, gli Arditi ne rifiutarono anche l’apoliticità e la messa ai margini in un contesto, quello dell’immediato dopoguerra, ad alto tasso di conflittualità politica e sociale. La simbiosi fra Arditismo e Futurismo, rivendicata da Carli (che era futurista sin dall’anteguerra, e in amicizia con Marinetti), ci parla da sola dell’ideologia politica che innervava quel fenomeno combattentistico. Culto dell’azione, esaltazione dell’aristocrazia guerriera, mito assoluto dell’Italianità, esaltazione dell’ostilità al mondo borghese e conservatore, alla Chiesa. In sede storiografica, l’identificazione fra Arditismo e Fascismo è stata stabilita nel senso di una vera e propria simbiosi. Ma non mancarono, tuttavia, attriti e incomprensioni, a far data dalla fine del 1920 e per tutto il 1921, quando la creazione del PNF sulle ceneri dei Fasci di Combattimento comportò la nota “virata a destra” della strategia politica mussoliniana. Ma si trattò di una divergenza sui modi di condurre il disegno politico e non sui valori di fondo. Questa collocazione era il pendant dell’antisocialismo, che proprio in quel 1919 si era manifestato con violenza insurrezionale nel corso del giorno 15 aprile, durante la famosa “battaglia di via Mercanti”: la distruzione e l’incendio della sede dell’Avanti! con la partecipazione congiunta di Fascisti, Arditi e Futuristi, tra i quali non mancò Marinetti. Brossura, formato 13,5 x 21,5 cm, 100 pagine, Ritter Edizioni, 2011
€ 14,00
Chartrand R., Japanese war art and uniforms 1853-1930, Opera completamente illustrata che mostra la straordinaria evoluzione delle istituzioni militari giapponesi in un periodo di enorme trasformazione. Inoltre, come mostra questo libro attraverso numerose tavole a colori, l'arte giapponese ha incredibilmente influenzato gli artisti impressionisti emergenti in Oriente. Le uniformi, gli equipaggiamenti e le navi sono stati riprodotti con un estremo realismo che prende origine dall'arte tradizionale. Per la prima volta nella storia dell'arte e nella storia militare, questo libro mostra come le illustrazioni documentino i primi rari eccezionali regolamenti militari, senza dimenticare quanto queste squisite opere d'arte siano praticamente sconosciute e inedite. Il volume rappresenta un'autentica opera di riferimento per storici ed appassionati. Copertina cartonata con sovracoperta, formato 23,5 x 31 cm, 240 pagine interamente illustrate con illustrazioni a colori, testo in INGLESE, Schiffer Publishing, 2011
€ 79,00